“L’Unione europea dovrebbe rinnovare la sua vocazione di progetto di pace promuovendo la de-escalation, sostenendo soluzioni diplomatiche e difendendo costantemente il diritto internazionale. La sicurezza e il benessere di tutte le popolazioni colpite, compresi i cittadini dell’UE nella regione, devono rimanere una priorità”. Lo ribadiscono i vescovi dell’Unione europea in un documento che la Comece (Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea) ha consegnato in questi giorni alla presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea nel quale affronta anche la questione del Medio Oriente alla luce delle recenti escalation. “Cipro – si legge nel documento – assume la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea in un momento caratterizzato da profonde tensioni geopolitiche e crescente incertezza, sia all’interno dell’Europa che nel suo vicinato più ampio. In questo contesto, la necessità di risposte politiche coerenti e lungimiranti si fa sempre più pressante”. “In questo spirito”, la Comece presenta questo “contributo” volto ad “accompagnare la Presidenza cipriota nell’attuazione delle sue priorità, offrendo le proprie riflessioni su aree chiave in cui l’Unione Europea è chiamata ad agire con unità, responsabilità e lungimiranza”. Questo impegno si fonda sull’articolo 17(3) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che prevede “un dialogo aperto, trasparente e regolare tra l’UE e le Chiese, le associazioni e le comunità religiose”.