25 Aprile: Padova, domani l’Itinerario della Memoria “Per non dimenticare”. Sarà ricordato anche il venerabile padre Placido Cortese

(Foto Archivio MSA / Vicepostulazione Causa di beatificazione di Placido Cortese)

In occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, il Quartiere 6 di Padova si appresta a vivere un momento di riflessione collettiva. Venerdì 24 aprile, a partire dalle ore 9, si rinnoverà l’appuntamento con l’Itinerario della Memoria “Per non dimenticare”, un percorso guidato attraverso alcuni luoghi simbolo della Resistenza e dell’occupazione nazifascista nella Città del Santo.
L’itinerario toccherà cinque tappe fondamentali. Si inizierà alle ore 9 all’ingresso della Caserma Pierobon (Via Chiesanuova); alle ore 9.45 tappa al Cippo di padre Placido Cortese (Piazzale Chiesa di Chiesanuova) per un momento dedicato al ricordo del campo di concentramento dell’ex caserma Romagnoli e alla figura del venerabile padre Placido Cortese; alle ore 10.30 si arriverà al Cimitero Inglese (Via della Biscia); alle ore 11.30 nel piazzale della chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano a Brusegana il corteo si fermerà al Monumento ai caduti; la cerimonia si concluderà alle ore 12 davanti al Cippo dei Sette Martiri (Via Ciamician) per una riflessione finale in memoria delle vittime della rappresaglia fascista del 1944.
L’edizione di quest’anno assume un significato particolare e si fa memoria viva tra storia e attualità. Mentre il quartiere vive una fase di profonda trasformazione urbana con i lavori per la nuova linea del tram, l’Amministrazione Comunale ha ribadito l’impegno (già sancito nel 2022) a salvaguardare le “tracce di memoria” dell’area dell’ex Caserma Romagnoli. Parte delle mura di cinta e una casermetta saranno infatti preservate per divenire un museo dedicato agli internati e all’opera di padre Placido Cortese, frate del Santo che profuse una carità instancabile per alleviare le sofferenze degli internati jugoslavi a Chiesanuova, e le sue giovani collaboratrici, come le sorelle Martini, alle quali è stata recentemente intitolata la passerella ciclopedonale sul Brentella.
Per padre Giorgio Laggioni, vicepostulatore della causa di beatificazione di Placido Cortese, “è un dovere ‘grave’ salvaguardare la memoria di luoghi così carichi di eventi drammatici, del sacrificio di tante persone che hanno subito l’internamento o che hanno ingiustamente perduto la vita, e di quanti si sono prodigati per alleviare simile sofferenza, come il padre Cortese e il confratello padre Fulgenzio Campello (1913-1998), all’epoca cappellano delle carceri, che nell’immediato dopoguerra si interessò presso le competenti autorità per conoscere la sorte toccata a padre Placido, dopo il suo arresto, l’8 ottobre 1944, e il silenzio angosciante che ne era seguito”. Padre Campello “nel 1946 scrisse perfino a padre Pio da Pietrelcina (1887-1968), canonizzato nel 2002, per sapere qualcosa, dal momento che egli aveva fama di percorrere altre vie di conoscenza (scrutava i cuori e le coscienze), carisma tra i più straordinari associati al santo cappuccino del Gargano. Attraverso una religiosa, cugina di padre Campello, fece pervenire la sua risposta: ‘Padre Pio, letta la lettera, ha riflettuto e ha aggiunto: dica ai padri del Santo che non facciano ricerche su padre Cortese, perché è in paradiso per la sua grande carità’. Per giungere alla beatificazione è richiesto l’accertamento di un miracolo da attribuire alla sua intercessione”. Mentre prosegue l’iter per la causa di beatificazione di Cortese, padre Laggioni ricorda che “resta l’impegno a mantenere viva, nelle forme più adatte, la memoria della sua testimonianza d’amore fino all’estremo, nonostante le brutali torture subite”.

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