Vescovi Lombardia: “a Caravaggio patrimonio ambientale a rischio. Necessaria regolamentazione da parte delle istituzioni”

La Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale lombarda (Cel), presieduta da mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, ha espresso forte preoccupazione per la possibilità di un insediamento logistico nei pressi del santuario di Caravaggio, contro la quale la mattina di sabato 20 aprile è previsto un flash mob. Lo ha fatto in una lunga nota, al termine di una riunione svoltasi ieri a Milano.
“Il patrimonio ambientale della zona in cui si trova il santuario S. Maria del Fonte, a Caravaggio, è sempre stato tutelato e rispettato, tanto che nel corso degli anni il territorio circostante è stato considerato ‘area agricola di salvaguardia’. In alcune parti del territorio sono stati infatti posti vincoli urbanistici e paesaggistici che hanno consentito di preservare le aree agricole che per 600 anni hanno circondato il Santuario, diventando tutt’uno con esso”, si legge nella nota. Anche “il reticolo dei canali, alimentati dai fontanili, tipici della zona, ha caratterizzato l’area: il nome di S. Maria del Fonte evidenzia che l’apparizione della Madonna è avvenuta presso una sorgente che dava acqua alla terra e alle persone che vi lavoravano”. Tuttavia, prosegue la Consulta, “da alcuni anni tale patrimonio è minacciato da iniziative e decisioni che sembrano non tener conto della rinnovata consapevolezza, fatta propria dal legislatore e dagli stessi cittadini, sui temi della tutela ambientale e paesaggistica, non considerando l’origine secolare di questo monumento e del territorio circostante”. Il riferimento, in particolare, è al progetto di realizzazione di “un’ampia zona industriale nel Comune di Misano Gera d’Adda, nella quale potrebbe essere costruito un imponente polo logistico a soli 500 metri circa di distanza dal Santuario. Progetto che preoccupa vari soggetti, come dimostra il fatto che sabato 20 aprile, proprio a Caravaggio, farà tappa una manifestazione del Coordinamento ‘Salviamo il suolo’, che rappresenta un gruppo di associazioni, circoli, comitati e cittadini”. Di qui l’importanza di “un’efficace pianificazione, regolazione e controllo da parte delle Istituzioni competenti, in modo da armonizzare le diverse esigenze (produttive, abitative, ambientali e paesaggistiche) nella costante ricerca del bene comune”. Nel ricordare che il 26 maggio 2023 l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, a nome della Conferenza episcopale lombarda, ha annunciato il riconoscimento del Santuario S. Maria del Fonte quale Santuario regionale, che nel gennaio 2022, Regione Lombardia e Cel hanno sottoscritto “un protocollo d’intesa per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso”, che l’impegno alla salvaguardia ambientale è contenuti nell’art.9 della Costituzione, la Consulta regionale chiede che le “istituzioni si assumano la responsabilità di regolamentare questi fenomeni e assumano la tutela di realtà quali il Santuario S. Maria del Fonte e del suo territorio”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori