Elezioni europee: Sos Villaggi dei Bambini, per i giovani temi fondamentali sono salute mentale, istruzione e povertà, cambiamento climatico

(Foto: So Villaggi dei Bambini)

Coinvolgere e sensibilizzare i giovani neomaggiorenni all’esercizio del diritto al voto e dare una nuova centralità ai temi che maggiormente interessano le giovani generazioni. Questi gli obiettivi del sondaggio “Il tuo voto conta” promosso dalla Rete Sos Villaggi dei Bambini che si è concluso con l’incontro che si è svolto ieri a Roma, presso il centro “Esperienza Europa – David Sassoli”. Focus dell’evento, il dialogo tra i capi Delegazione del Parlamento europeo uscenti e un gruppo di giovani elettori che hanno partecipato al sondaggio, per discutere dei risultati ottenuti e del futuro dell’Europa.
Il sondaggio è stato lanciato lo scorso marzo, in vista delle elezioni europee del 6-9 giugno, realizzato con il Parlamento europeo, il patrocinio della Commissione europea e in collaborazione con IlSole24Ore. Obiettivo: conoscere l’opinione dei giovani, tra i 18 e i 22 anni, su alcune tematiche chiave, quali salute mentale, tutela e protezione di bambini, bambine e adolescenti, istruzione e povertà, migranti/Msna, cambiamento climatico e uguaglianza di genere, che SOS Villaggi dei Bambini porta avanti, da anni, per far sì che nessun bambino nasca per crescere da solo.
I giovani votanti si sono dimostrati molto sensibili alla tematica della salute mentale, nota tra i giovani anche per l’influenza che hanno oggi i social nella loro vita: è qui, infatti, che i ragazzi trovano i loro idoli, influencer che ne parlano come di un problema reale e non più invisibile. A questo si aggiunge il problema che tra i giovani che hanno perso o rischiano di perdere le cure genitoriali sono più vulnerabili al disagio psicosociale rispetto ai propri coetanei, con conseguenze che si protraggono anche nell’età adulta.
Al secondo posto del sondaggio istruzione e povertà. Risultato che non sorprende, considerando che in Italia sono 2,18 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta, di cui 1,27 milioni sono minorenni. Un disagio economico che spesso si traduce in divario educativo, poiché povertà economica e povertà educativa si alimentano a vicenda: le ristrettezze economiche limitano l’accesso alle risorse culturali ed educative, costituendo un ostacolo oggettivo per bambini e ragazzi che provengono da famiglie svantaggiate. La povertà educativa condiziona la vita di bambini e ragazzi, privandoli di opportunità preziose. L’Italia è indietro rispetto alla media Ue anche per quanto riguarda la dispersione scolastica. Detiene il triste record di essere il Paese con più Neet rispetto a tutti gli altri Stati dell’Ue: sul totale dei 15-29enni la quota di Neet è pari al 19,0%.
A pari merito con la tematica dell’istruzione, troviamo il cambiamento climatico. Oggi i giovani sono sempre più coinvolti da questo tema, perché i danni ambientali sono una minaccia significativa per i diritti dei minorenni a livello globale. Un ambiente pulito, sano e sostenibile è di per sé un diritto umano e una necessità affinché si possa godere dei propri diritti. Per questo i ragazzi sentono necessario un intervento. Quando, infatti, i governi prendono decisioni sull’ambiente e sul cambiamento climatico, dovrebbero considerare l’impatto sui minorenni, sulla loro crescita e sviluppo.

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