Libano: tre anni fa l’esplosione al porto di Beirut. Ruggini (Upp), “ancora nessuna giustizia è stata resa ai parenti delle vittime”

“Un crimine – come tale è stato – comporta sempre dei responsabili, anche solo per negligenza o, al contrario, per responsabilità diretta. Eppure ad oggi, a distanza di 3 anni, ancora nessuna giustizia è stata resa ai parenti delle vittime”. La denuncia è di David Ruggini, Capo Missione in Libano dell’Ong Un Ponte Per (Upp)che torna al 4 agosto di tre anni fa, quando Beirut fu teatro di una delle esplosioni “più potenti dai tempi della seconda guerra mondiale” con centinaia di vittime, quartieri devastati e aria irrespirabile per settimane. “Non è stato incriminato nessun responsabile, mentre l’inchiesta governativa veniva insabbiata dalle varie forze politiche contrarie reticenti a fare chiarezza. Nessuna inchiesta indipendente internazionale è stata lanciata e, anzi, con una certa leggerezza si è continuato a discutere e negoziare con una classe dirigente corrotta, funzionale soltanto alla difesa dei propri interessi”. “I parenti delle vittime – dichiara il Capo Missione – hanno creato la propria associazione e chiedono instancabilmente giustizia da 3 anni, con sit in e proteste davanti al tribunale. Per assurdo, sono ormai sempre più oggetto di scherno da parte della polizia libanese. Eppure continuano a lottare perché, come ammesso da loro stessi/e – la giustizia è un diritto e non può ridursi a una semplice speranza”. Upp continua a sostenere le richieste di aiuto dei suoi partner locali per dare risposta all’emergenza.

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