Guerra in Ucraina: vescovi ortodossi russi su “persecuzioni” subite dai fedeli, “arresti ingiusti, processi sommari, santuari profanati e saccheggiati”

Durissima condanna delle “persecuzioni” che i fedeli della Chiesa ortodossa legata a Mosca subiscono in Ucraina. A lanciarla in un comunicato sono i vescovi della Chiesa ortodossa russa riuniti sotto la guida del Patriarca Kirill. “I fedeli della chiesa – si legge al paragrafo 6 del documento adottato – vengono espulsi dalle chiese, i vescovi, i sacerdoti e i laici sono sottoposti ad arresti ingiusti e processi sommari, i santuari vengono profanati e saccheggiati. Particolarmente amara è la notizia che si tenta di costringere il clero e i laici della Chiesa ortodossa ucraina a rinunciare alla verità di Dio e a spingerli allo scisma. I partecipanti alla Conferenza episcopale chiedono un’intensa preghiera per i fratelli e le sorelle ortodossi in Ucraina, per coloro che, nonostante le minacce, le calunnie e le persecuzioni, si sforzano di preservare l’unità della Chiesa, e specialmente per coloro” che stanno “alzando coraggiosamente la loro voce in difesa di questa unità”. Nel documento – pubblicato sul sito “patriarchia.ru” -, il Consiglio dei Vescovi prende atto “con rammarico” che “i vertici del Patriarcato di Costantinopoli, accecati dalla sete di soddisfare interessi e ambizioni private, sono diventati uno degli strumenti delle forze politiche ostili all’Ortodossia”. A questo riguardo, i vescovi hanno approvato un documento redatto dalla “Commissione biblica e teologica sinodale”, “Sulla distorsione dell’insegnamento ortodosso sulla Chiesa negli atti della gerarchia del Patriarcato di Costantinopoli e nei discorsi dei suoi rappresentanti”.

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