#Avvenireperledonneafghane: Elnaz Mahandes (testimone), “le donne vivono in una prigione, i talebani impediscono l’istruzione”

(Foto AMB/SIR)

(Milano) “Sono arrivata dall’Afghanistan nell’agosto 2021 con una laurea in Scienze sociali e un master conseguito in India, al momento lavoro con l’Università Sant’Anna di Pisa”, racconta con semplicità una delle due testimoni, Elnaz Mahandes, all’incontro conclusivo #Avvenireperdonneafghane che si svolge presso la sede milanese del quotidiano. Accolta tra le 31 persone della sua stessa nazionalità, da Casa della Carità di Milano, Elnaz, spiega come sia “importante ascoltare le donne di un Paese che ha fatto una serie di passi indietro in tutti i campi: sociale, civile, economico. Dal punto di vista politico, il potere talebano ovviamente non ammette donne, ma bisogna anche dire che 3/4 della popolazione è oggi alla fame, per il congelamento degli aiuti internazionali e dei depositi all’estero dei talebani stessi. In questo contesto, la situazione delle donne è particolarmente grave, perché si sono trovate anche disoccupate in quanto molte lavoravano in organizzazioni internazionali che ora hanno lasciato l’Afghanistan. E spesso sono, in un Paese di vedove, il solo sostentamento della famiglia”. I talebani “impediscono l’istruzione sopra i 12 anni e questo ha un impatto terribile dal punto di vista educativo e anche per l’occupazione. Le donne vivono in una prigione, non possono spostarsi oltre i 70 km senza un accompagnatore, non possono prendere un taxi da sole o passeggiare in un parco”.

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