Giordania: Vescovi Hlc, “continuare a pregare e a difendere le comunità cristiane qui, ma anche in Palestina, Israele e in tutta la regione”

Vescovi Hlc 2023 in Giordania (© Mazur/cbcew.org.uk)

(Amman) Una Chiesa generosa nell’accoglienza dei rifugiati in fuga dalla guerra, attenta nella cura e integrazione dei disabili, scuole cristiane “luoghi di fioritura umana” e comunità ecclesiali vive con giovani “impegnati ad arricchire la società”. È il quadro della Chiesa cattolica giordana dipinto dai vescovi dell’Holy Land Coordination nel loro comunicato finale diffuso oggi ad Amman al termine del loro pellegrinaggio annuale di solidarietà che quest’anno li ha portati nel Regno Hashemita (dal 14 gennaio).
Partendo dal tema di questa edizione 2023, “Il ruolo e l’importanza della comunità cristiana in Giordania”, i presuli, in tutto 13 da Usa, Canada e Europa, per l’Italia mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, parlano di comunità parrocchiali “vivaci” e di scuole cristiane descritte come “luoghi di fioritura umana e di incontro tra fedi” e si dicono colpiti dalla “sollecitudine profetica che i cristiani rivolgono alle persone con disabilità e alle loro famiglie”. Dal comunicato finale emerge il ruolo “importante” dei cristiani “nella costruzione di ponti di speranza tra le comunità” e della presenza di giovani che, “pur affrontando importanti sfide sociali ed economiche, rimangono risolutamente impegnati ad arricchire sia la Chiesa che la società”. Una Chiesa da incoraggiare quella giordana e per questo i vescovi esortano i pellegrini provenienti dai loro Paesi “a venire a incontrare queste comunità cristiane, oltre che a visitare i luoghi santi della Giordania, come il Monte Nebo e il sito del Battesimo di Gesù. “Pregare ‘con’ e imparare dai cristiani del paese – le sue “pietre vive” – servirà ad espandere e rafforzare la fede dei pellegrini” scrivono i vescovi dell’Hlc che sottolineano anche “gli sforzi instancabili e vitali di persone ispirate dal Vangelo per sostenere la dignità umana e difendere i diritti umani. Il più importante tra questi è l’aiuto a coloro che fuggono dalla violenza in Iraq, Siria e Yemen, attraverso la fornitura di alloggi, la formazione professionale, le strutture mediche, l’assistenza pastorale e la rappresentanza”.
La Giordania, viene ricordato nel comunicato finale, “oggi ospita più sfollati di quasi qualunque altra nazione. Incoraggiamo il trattamento dignitoso di tutti coloro che cercano rifugio qui, in particolare l’accesso all’assistenza sanitaria e il diritto al lavoro. Riconosciamo anche la pressione esercitata sulle comunità locali che hanno accolto le persone ma non dispongono delle risorse necessarie per soddisfare le loro esigenze, soprattutto alla luce del clima economico e degli alti livelli di disoccupazione. È fondamentale che i nostri Paesi facciano la loro parte per alleviare la pressione sul popolo giordano, sia aumentando l’assistenza umanitaria sul campo sia estendendo una più ampia accoglienza ai rifugiati stessi”. Tra le criticità citate dai vescovi nel comunicato finale ci sono “le violazioni contro la dignità umana in crescita ovunque in Terra Santa”. A riguardo l’Holy Land Coordination, “condivide le profonde preoccupazioni espresse dagli Ordinari cattolici locali, nel loro recente messaggio d’Avvento, per le minacce alla coesistenza pacifica in Israele, per l’aumento della violenza in Cisgiordania, per la crescita sostenuta degli insediamenti, contrari al diritto internazionale, e per il più alto numero di vittime palestinesi in più di vent’anni”. I vescovi di Usa, Canada e Europa fanno proprio l’appello, lanciato nello scorso Avvento, dagli Ordinari cattolici, “per un autentico processo di pace radicato nel diritto internazionale, affinché al popolo palestinese venga garantita la libertà e siano rispettati gli eguali diritti di tutte le comunità”. La dichiarazione termina con l’impegno dell’Hlc a “continuare a pregare e a difendere le nostre sorelle e i nostri fratelli in Giordania, Palestina, Israele e in tutta la regione, confidando nella promessa di Dio per tutti coloro che abitano in questa Terra”.

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