Mozambico: mons. Pellegrini (Pordenone), “don Loris e don Lorenzo sono a Nacala, stanno decidendo cosa fare”

“Sono a Nacala, nel territorio di Nampula, stanno decidendo insieme al vescovo cosa fare”. Così mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Pordenone, ha risposto alle domande del giornalisti, nel corso della presentazione, a Pordenone, della sedicesima edizione degli incontri con l’editoria religiosa, sul tema “Aacoltare, leggere, crescere”. Don Loris Vignardel e don Lorenzo Barro, i due sacerdoti “fidei donum” du Pordenone scampati all’arrentato in Mozambico dove è stata uccisa suor Maria De Coppi, ha reso noto Pellegrini, “sono a Bacala con ol vescovo per cercare di capire la situazione: non sanno cosa fare, tutti stanno fuggendo. C’è l’esercito che sta combattendo, sono fuggite tutte le persone di quelle comunità, non solo quella distrutta ma anche quelle vicine. Per il momento restano là, non hanno deciso cosa fare”. ‘Don Loris, il più giovane, fa ancora fatica a dormire’, ha rivelato il vescovo rievocando l’attentato, subito dopo il quale ha ricevuto la telefonata del card Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ge a sua volta gli ha chiesto il numero del vescovo locale. “Le prime ore sono state tragiche, non sapevamo cosa fosse successo – ha raccontato Plegrini – e tutto faceva pensare per il peggio. Poi alle 10 ci ha chiamato di Loris dicendo che stava fuggendo e infine il grande dolore per la morte di suor Maria”. Quanto alle responsabilità dell’attentato, il vescovo ha fatto notare che “da due tre anni c’erano tensioni con i musulmani, ma c’era il fiume che è un confine naturale e che non era mai stato oltrepassato. In agosto dovevamo andare con i giovani, ma abbiamo preferito rinunciare”.

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