Ucraina: Coldiretti, produzione mondiale cereali scende ai minimi da 4 anni. Prandini, “investire per rendere Italia autosufficiente”

La produzione mondiale di cereali è stimata in calo a 2,784 miliardi di tonnellate su valori minimi da quattro anni per effetto delle condizioni climatiche avverse nei diversi continenti ma anche al calo dei raccolti in Ucraina a causa della guerra che ha ridotto anche l’impiego di fertilizzanti. È quanto afferma Coldiretti sulla base dei dati Fao in occasione del primo Dialogo ministeriale Mediterraneo sulla crisi alimentare. Il taglio dei raccolti mondiali riguarda soprattutto il mais destinato all’alimentazione animale, il grano e il riso, mentre al contrario aumenta la produzione di orzo e sorgo. Il calo dei raccolti e le difficoltà nel commercio internazionale anche per il blocco dei porti nel Mar Nero ha provocato un balzo delle quotazioni con i prezzi internazionali dei cereali che sono cresciuti del 29,7% a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In tale ottica è importante la creazione di corridoi sicuri per permettere a navi commerciali di trasportare grano ucraino attraverso il mar Nero al centro dei negoziati promossi dalla Turchia.
Infatti se l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari durerà fino al 2024 come previsto da S&P Global Ratings nel rapporto “The Global Food Shock Will Last Years, Not Months” le persone colpite da grave insicurezza alimentare nel mondo sono destinate a salire oltre i 200 milioni. A rischiare di più – continua Coldiretti – sono 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione.
Un’emergenza che colpisce anche l’Italia, Paese deficitario che importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame. “Bisogna invertire la tendenza ed investire per rendere il Paese il più possibile autosufficiente per le risorse alimentari facendo tornare l’agricoltura centrale negli obiettivi nazionali ed europei”, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, sottolineando che “nell’immediato occorre salvare aziende e stalle da una insostenibile crisi finanziaria per poi investire per aumentare produzione e rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, ma serve anche contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica”.

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