Inghilterra: Londra, l’Alta Corte dà via libera a esame di sistema cerebrale di Archie Battersbee che autorizzerebbe i medici a staccare il respiratore

La sua storia rischia di concludersi come quella di Alfie Evans e Charlie Gard ai quali i dottori, sostenuti dai giudici, hanno deciso di staccare i supporti vitali, impedendo ai genitori di trasportarli all’estero per garantire loro nuove cure e una possibilità di sopravvivenza. Archie Battersbee, un ragazzino di dodici anni, di Southend-on-Sea, in Essex (Inghilterra), si trova in coma da quando la mamma l’ha trovato con una corda attorno al collo il 7 aprile, forse dopo una sfida condotta online con i suoi amici. Ricoverato d’urgenza, Archie non ha più ripreso conoscenza e i medici del “Royal London Hospital” che lo hanno in cura ritengono quasi certo che sia in coma irreversibile e sono pronti a spegnere il ventilatore artificiale che lo mantiene in vita. Ad opporsi a questa prospettiva sono i genitori di Archie, Hollie Dance e Paul Battersbee, convinti che il figlio, che dà segni di vita, sia ancora cosciente. Per ora i giudici hanno dato ragione all’ospedale. È di ieri, infatti, la decisione dell’Alta Corte, tribunale di ultima istanza britannico, di dare il via libera all’esame del sistema cerebrale di Archie che autorizzerebbe i medici a staccare il respiratore artificiale che lo mantiene in vita. La sentenza è stata criticata dalla famiglia, convinta che l’esame non sia accurato e che la sospensione della respirazione artificiale dalla quale Archie dipende, necessaria per fare il test, potrebbe danneggiare il ragazzino proprio mentre una ripresa del suo cervello è ancora possibile.

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