Comunicazione: Corrado (Cei), “non arrendiamoci alla deriva di aggressioni verbali, turpiloqui e minacce”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non c’è giorno che passa senza notizie di aggressioni verbali, turpiloqui e minacce. Tutto, ovviamente, mediato e amplificato dalla cassa di risonanza social. Non possiamo arrenderci a questa deriva”. È l’appello lanciato da Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, nella newsletter di questa settimana.
“C’è un di più insito nella comunicazione che non va trascurato o svilito”, osserva: “È quella capacità di tessere le trame di un’umanità non sfregiata dalle parole o dalle immagini ma arricchita dalla conoscenza dell’altro, dall’apertura che diventa arricchimento”. Per Corrado, “non è troppo tardi e non lo sarà mai se crescerà la consapevolezza che abitare un ambiente significa conoscerlo. È un richiamo alla formazione: è anche da qui che passa la rinascita sociale”. “Comunicare e informare bene, rispettando l’etica e la deontologia, è il primo passo da compiere”, conclude.

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