Carceri: Mattarella, “la detenzione non può diventare in alcun caso una sorta di marchio che rimane, preclude o fa emarginare”

(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“È vero che la detenzione rimane come traccia nel casellario giudiziario, non nei documenti. Questo però non va sopravvalutato e non può diventare in alcun caso una sorta di marchio che rimane, preclude o fa emarginare”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i ragazzi dell’istituto penale per i minorenni di Nisida.
Rispondendo ad una domanda sul perché “i detenuti devono essere etichettati a vita”, il Capo dello Stato ha ricordato che “ogni comunità che vive insieme ha delle regole. Nel nostro Paese, come in tutti gli Stati, queste regole sono le leggi” che “un tempo erano decise dal sovrano, dal re o dai nobili del loro territorio. Adesso le decide il Parlamento eletto dai cittadini, quindi sono regole scelte dalla maggioranza dei cittadini”. “La violazione di queste regole – ha proseguito – crea una rottura in questo patto sociale di osservare le regole per vivere insieme e la collettività reagisce in maniera graduata, a seconda del tipo e della gravità della violazione, della gravità”.
Ma “la detenzione”, ha aggiunto, è “una cicatrice che nel corso del tempo scompare, non va considerata più perché non è la caratteristica della persona”. “Per questo – ha ammonito – è importante, al di là della permanenza nel casellario giudiziario della traccia della detenzione, che questo non sia in alcun caso motivo di emarginazione, di accantonamento, di preclusione”.
“Quello che è importante – ed è il dovere dello Stato, e sono qui per riaffermarlo” – ha ribadito Mattarella è che la detenzione “non si tramuti in alcun caso in una sorta di macchia indelebile, perché non è così, è una cicatrice che scompare, perché lo Stato ha il dovere di agevolare il reinserimento, il protagonismo nella vita sociale. Ciascuno di noi, ciascuno di voi, ha un’esperienza umana non ripetibile che può contribuire in maniera preziosa, importante nella vita di tutti”.
“Questa prospettiva – ha sottolineato – va garantita, e va garantita però non a parole, va garantita nei comportamenti dell’ordinamento con i suoi interventi, le sue regole, le sue procedure, le sue iniziative, e con il comportamento sociale delle altre persone, con la speranza e la fiducia che occorre avere e sviluppare in maniera particolarmente forte”.

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