Natale: mons. Antonazzo (Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo), “impariamo a passare dalle parole ai fatti”

“Nel Natale Dio ritorna a sporcarsi le mani con le nostre miserie: la prima volta si è sporcato le mani per creare l’uomo dal fango, nel Natale si sporca le mani per togliere l’uomo dal fango”. Lo ha scritto mons. Gerardo Antonazzo, vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pomtecorvo, nel suo messaggio per Natale. “Dio insegna come rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani, e fare anche noi molto di più”, spiega il presule: “Impariamo a passare dalle parole ai fatti”. Poi mons. Antoniazzo ricorda che il Papa ha citato don Tonino Bello, nell’omelia per la Giornata mondiale dei poveri: “Di recente mi è tornato in mente quel che ripeteva un vescovo vicino ai poveri, e povero di spirito lui stesso, don Tonino Bello: ‘Non possiamo limitarci a sperare, dobbiamo organizzare la speranza’. A noi, specialmente a noi cristiani, tocca organizzare la speranza, tradurla in vita concreta ogni giorno, nei rapporti umani, nell’impegno sociale e politico”. “A me piace immaginare il Natale come l’iniziativa con cui Dio propone il suo Pnrr nel quale presenta la transizione più urgente e necessaria – il commento del vescovo -: la transizione dalla disperazione alla speranza. Il Natale insegna come venire incontro alle povertà, alle solitudini, alla sacralità inviolabile della vita, al degrado educativo e sociale, alle ‘colonizzazioni ideologiche’ che in forma di vera e propria dittatura culturale graffiano e manipolano la verità della persona umana. E quando restiamo impotenti dinanzi alla sofferenza e non riusciamo a risolvere la malattia, non possiamo farci forti eliminando la vita delle persone. Il Natale è la festa della prossimità alle fragilità, della cura, del farsi carico di ogni ‘altro’, in nome e per amore dell’Altro”.

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