Diocesi: Padova, da oggi al 3 aprile nel palazzo vescovile l’esposizione “Giusto da vicino” dove si potrà ammirare il polittico del Battistero

(Foto: Mauro Magliani per diocesi di Padova)

Per tre mesi, dal 21 dicembre 2021 al 3 aprile 2022, al termine di un accurato restauro conservativo, si potrà ammirare il polittico del Battistero nella cornice del Salone dei vescovi di palazzo vescovile a Padova, in maniera ravvicinata grazie all’esposizione “Giusto da vicino”. È il polittico dell’altare del Battistero della cattedrale, opera di Giusto de’ Menabuoi, il “pittore fiorentino” a cui Fina Buzzacarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, signore di Padova, commissionò la decorazione del Battistero del duomo, eletto a mausoleo familiare. Battistero dedicato a San Giovanni Battista, inserito in Padova Urbs Picta – i cicli affrescati del XIV secolo di Padova – riconosciuti lo scorso luglio patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Il polittico venne realizzato da Giusto de’ Menabuoi e dalla sua bottega con molta probabilità in contemporanea con gli affreschi del Battistero (1375-1378) e raffigura su più ordini la Madonna con il Bambino in trono, storie della vita di San Giovanni Battista, storie della vita di Cristo, dottori della Chiesa e santi.
Lo scorso anno è stato rimosso dall’altare del Battistero e portato nel vicino Museo diocesano per un intervento di restauro conservativo, realizzato tra maggio 2020 e l’estate 2021 e sostenuto da Intesa Sanpaolo nell’ambito del XIX programma “Restituzioni”. L’osservazione diretta dell’opera ha dato la possibilità di comprendere la struttura portante originaria. Il polittico destinato all’altare consacrato a san Giovanni Battista riassume i contenuti del ciclo affrescato sulle pareti e sulla volta del Battistero-mausoleo.
L’esposizione è corredata da un’accurata e dettagliata documentazione che recupera l’iconografia del polittico; la tecnica esecutiva della bottega di Giusto; la storia del polittico attraverso quanto si è recuperato dei precedenti interventi e restauri (1806, 1947 e 1972) e dalle vicende che lo hanno interessato (il furto “lampo” del 1972); il restauro recente che ha permesso lo studio e l’approfondimento della storia conservativa dell’opera.
La mostra, promossa e organizzata dalla diocesi di Padova (Museo diocesano e Ufficio beni culturali), parrocchia di Santa Maria Assunta nella Cattedrale, Mic-Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, è stata curata da Andrea Nante, Monica Pregnolato, Moira Pegoraro e Francesca Faleschini e realizzata grazie al sostegno del Comune di Padova
L’esposizione è allestita nel Salone dei vescovi, all’interno del circuito museale di palazzo vescovile che per l’occasione si arricchisce anche di un’altra esposizione – “Ecce advenit” – di tema più “natalizio”, con la proposta di 13 codici e 3 incunaboli, provenienti dalla Biblioteca capitolare proposti nelle teche di sala Barbarigo. Le opere, presentate in ordine cronologico, dal XIII al XVI secolo, propongono alcune feste del calendario liturgico: Annunciazione, Visitazione, Natale, Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio, e Battesimo di Gesù.
Il palazzo vescovile e il Museo diocesano sono aperti con il seguente orario: lunedì 13.30-18, martedì-domenica ore 10-13.30 e 14-18; chiuso lunedì mattina, 25 dicembre, 1° gennaio.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia