Cile: Incami su dibattito parlamentare in vista di una nuova legge migranti, “si confrontano visioni ideologiche”

(Foto: ANSA/SIR)

“Per un progetto efficace sulla legge delle migrazioni dobbiamo guardare al fenomeno. E oggi la discussione si concentra su due posizioni tra partito al governo e opposizione, senza lasciarsi guidare dalla realtà che noi conosciamo da vicino”. L’Istituto cattolico cileno delle migrazioni (Incami) interviene in merito al dibattito che si sta attualmente sollevando nel Parlamento del Cile rispetto a una nuova legge che regoli il fenomeno migratorio, attraverso un intervento dell’avvocato Daniel Ortega e del vicepresidente esecutivo Lauro Bocchi, pubblicato su sito della Conferenza episcopale cilena.
“Da un lato, la prima opzione è che il migrante elabori il visto all’estero, mentre l’altro sostiene di consentire l’ingresso nel Paese e modificare lo stato di immigrazione per risiedere e lavorare. Il Governo di Sebastián Piñera difende un sistema per la consegna dei visti consolari senza la possibilità di modificare la situazione dell’immigrazione. Se la domanda di visto viene approvata all’estero, la persona potrebbe presto ottenere il permesso cileno, che in teoria gli consentirebbe di inserirsi meglio nella società. Da parte sua, l’opposizione propone di attuare un visto di opportunità di lavoro per un tempo determinato. Ciò sarebbe richiesto per cercare lavoro in Cile, concedendo un periodo di 90 giorni per ottenere un contratto di lavoro. Se la ricerca non ha esito positivo, la persona deve lasciare il Paese”.
Secondo l’Incami, tuttavia, “nessuna delle due proposte descrive in dettaglio come funzionerà il nuovo sistema. Focalizzano la discussione sulla difesa di una teoria, senza proporre soluzioni all’attuale burocrazia del sistema migratorio, che mantiene migliaia di persone in condizioni di vulnerabilità e violazione della loro dignità e non garantisce il successo di una nuova politica di immigrazione”.
Il disegno di legge, secondo l’organizzazione, “dovrebbe specificare un canale più moderno per sostituire, ad esempio, l’attuale invio per posta dei requisiti per il visto a Santiago. È urgente, inoltre, avere più dipendenti e personale formato per ridurre l’eccessiva burocrazia, che nemmeno l’implementazione del sistema cartaceo digitale è riuscita a diminuire. È estremamente urgente stabilire tempi massimi di risposta per legge, limitando l’attesa per la consegna dei documenti”.

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