Coronavirus Covid-19: in Piemonte cresce il rischio-usura. Libera, “criminalità organizzata si organizza per sostituire il welfare”

L’emergenza Covid-19 in Piemonte sta facendo salire anche il rischio usura. Anzi, proprio l’usura viene considerato un pericolo “concreto e attuale”. E, in effetti, le prime stime parlano di un aumento da 1 a 10 del numero delle persone (imprenditori soprattutto) che sarebbero in condizioni economicamente critiche. Più in generale, ha fatto notare Libera, la “criminalità organizzata si sta attrezzando per sostituire il welfare che non arriva”.
La situazione è stata analizzata oggi dall’Osservatorio regionale sui fenomeni di usura estorsione e sovra indebitamento, del quale fanno parte Libera, Usr, Federconsumatori e diverse Fondazioni (San Matteo, La Scialuppa, Operti), oltre a esperti del settore e l’Ires (l’Istituto di ricerche economico-sociali del Piemonte).
“L’emergenza sanitaria che stiamo affrontando con il conseguente lockdown di tutte le attività ha creato purtroppo uno nuovo spazio di azione per la criminalità organizzata che svolge attività usurarie e una maggiore facilità di infiltrazione nelle imprese”, viene spiegato in una nota dall’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte presso il quale è collocato l’Osservatorio. “L’usura – viene ancora sottolineato –, è una seconda pandemia. Se fino all’anno scorso risultavano a rischio povertà soprattutto gli anziani, oggi l’indice di rischio povertà è quello economico e tocca soprattutto le famiglie. Bisogna diffidare dall’amico buono che propone un aiuto immediato pensando che tanto non appena si riprende a lavorare, si restituisce tutto subito e si salva l’azienda”.

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