Migranti: Sos Mediterranée, “costretti a stop navi ma ci impegniamo a terra”

“Come tutti voi siamo costretti in casa dall’emergenza che sta attraversando l’Europa. Il Covid-19 ci mette di fronte a una situazione senza precedenti. In questa situazione è nostra responsabilità fermarci temporaneamente per fare le giuste valutazioni e poter riprendere il mare in condizioni che garantiscano la salute dei nostri team, quella delle persone che soccorriamo e la sicurezza della nostra missione”. Lo dice Alessandro Porro, presidente di Sos Mediterranée Italia, tra le Ong impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo. “L’infezione – spiega – ha sconvolto profondamente, fra le altre cose, gli assetti del settore marittimo causando l’impossibilità di assicurare i turni degli equipaggi, la chiusura dei porti, la messa in quarantena delle imbarcazioni, ecc. Sono state adottate anche misure straordinarie, come la chiusura delle frontiere europee. Fermarci è stata per noi una decisione difficile da prendere, perché sappiamo bene che l’emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale continua e le persone continuano a fuggire dalla Libia su imbarcazioni non adatte alla navigazione”. “Conosciamo a fondo il dramma di chi è lasciato solo in mare – prosegue Porro −, e per questo garantiamo con tutte le nostre forze che torneremo nel Mediterraneo il prima possibile. Nel frattempo, però, la nostra associazione, fatta di cittadini e soccorritori non può ignorare le tantissime situazioni di difficoltà, di paura e isolamento che vivono le nostre comunità a terra. E quando parliamo di comunità intendiamo dire tutti noi: cittadini italiani e stranieri, richiedenti asilo, persone senza fissa dimora, anziani e bambini. Torneremo in mare, ma sin da subito ci impegniamo a terra”. Gli effetti del Covid-19 possono essere mitigati “anche senza essere in prima linea, fornendo aiuto a progetti sociali di distribuzione di medicinali, supporto psicologico telefonico o portando la spesa a domicilio. Sono iniziative da svolgere in tutta sicurezza, con la formazione necessaria, senza improvvisazione e rispettando le regole”. “Diamo un segnale di vicinanza al nostro Paese – conclude −, rendiamoci utili perché a mare, a terra o a casa, siamo tutti soccorritori”.

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