“La pace non è una parola, non è un like: è un lavoro quotidiano”. Con queste parole Lorenzo Jovanotti ha sintetizzato il senso di “Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre”, l’evento conclusivo di YouTopic Fest 2026 che si è svolto nell’Arena di Janine a Rondine Cittadella della Pace. Migliaia di persone hanno preso parte a una serata fatta di musica, testimonianze e incontri, insieme ai giovani della World House di Rondine, ad artisti e ospiti provenienti da diversi Paesi. Accompagnato dall’Orchestra Instabile di Arezzo diretta dal maestro Valter Sivilotti, Jovanotti ha ricordato come la pace si costruisca attraverso l’incontro e l’educazione: “La pace si fa, si deve sostenere, si deve immaginare e sognare. La prima cosa che accade in una guerra è che le persone diventano cose. Dobbiamo invece riconoscere nell’altro una persona e non un nemico”. Sottolineando il valore dell’esperienza di Rondine, ha aggiunto: “La chiave è la scuola, la chiave è l’istruzione”.
Al termine del suo intervento ha invitato sul palco il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Andrea Migliavacca, che ha impartito una benedizione invocando una pace “che da Rondine si estenda come un oceano a tutto il mondo”. Tra i protagonisti della serata anche Folco Terzani, Amara e Giovanni Caccamo. “La pace si fa con la musica”, ha affermato Amara, mentre Caccamo ha esortato i giovani a “tornare a sognare”, ricordando che “una società senza i sogni delle nuove generazioni è destinata a morire”. Particolarmente intense le testimonianze dei giovani della World House. Zohra, originaria del Karabakh e cresciuta a Baku, e Mariam, proveniente dall’Artsakh, hanno raccontato come l’esperienza di Rondine abbia trasformato storie segnate dal conflitto tra Azerbaigian e Armenia in un cammino di ascolto reciproco. “Veniamo da due realtà diverse e oggi condividiamo la vita quotidiana”, hanno spiegato, riconoscendo che «non è sempre semplice», ma che ogni giorno imparano qualcosa l’una dall’altra.