“Un’unità che non accoglie l’altro, il diverso, l’emarginato, sia nella Chiesa che nella società civile, è una unità malata e falsa, che istituzionalizza e legittima le disuguaglianze e le ingiustizie”. È il cuore dell’omelia pronunciata ieri dal vescovo di Latina, mons. Mariano Crociata, nella cattedrale di San Marco per la solennità del Corpus Domini, culminata con la processione eucaristica fino alla parrocchia di Santa Rita. Riflettendo sul significato dell’Eucaristia, il presule ha indicato nell’“unità estroversa” il messaggio della celebrazione, ricordando che il sacramento “non chiede uniformità ma unità” e che i fedeli sono chiamati a diventare “eucaristici”, ossia a conformarsi a Cristo nel dono di sé. Per il vescovo, infatti, “l’Eucaristia si celebra nel rito e nella vita”, attraverso un concreto movimento di apertura e servizio verso gli altri. Da qui il richiamo a superare chiusure e particolarismi all’interno delle comunità ecclesiali: “L’unità chiusa è una unità fasulla; l’unità vera è quella eucaristica, di chi si apre, incontra e si dona”. Un appello che mons. Crociata ha esteso anche alla vita civile e alla città, invitando a perseguire un bene comune autenticamente inclusivo, soprattutto verso chi vive situazioni di fragilità ed esclusione. L’omelia si è conclusa con il riferimento alle parole pronunciate da Papa Leone XIV nella celebrazione del Corpus Domini in Spagna, sul valore dell’Eucaristia come sorgente di speranza, giustizia e carità da portare nel mondo.