Papa in Spagna: al Parlamento, no a “rancore, indifferenza, odio”, “disarmare il linguaggio”

“La pace non è solamente una realtà politica o istituzionale. Nasce anche nella coscienza, là dove il rancore, l’indifferenza e l’odio lasciano spazio alla riconciliazione”. Nel discorso al Parlamento spagnolo, il Papa ha rilanciato l’appello a “disarmare il linguaggio”, rivolto in particolare a coloro che esercitano una responsabilità pubblica. “Le parole possono aprire strade o chiuderle; possono illuminare la realtà o distorcerla fino a rendere impossibile l’incontro”, ha ribadito Leone XIV: “La fermezza non esige disprezzo; il dissenso non comporta umiliazione”. Altra “questione decisiva per ogni società veramente democratica”, secondo il Papa, è “la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, diritto fondamentale che tutela la sfera più intima delle persone”. “La libertà su cui si fonda lo Stato contemporaneo, se è autentica, riconosce la dimensione religiosa dell’essere umano, la rispetta e la tutela giuridicamente – ha osservato Leone – ed evita che qualcuno debba rinunciare a contribuire alla società in cui vive a causa della propria fede”. Essere liberi, infatti, “non significa solo vivere senza costrizioni o disporre di molte possibilità di scelta; significa poter riconoscere il bene e aderirvi in modo responsabile. Per questo, ogni società effettivamente libera richiede anche una giusta delimitazione del potere pubblico, affinché la libertà delle persone, delle comunità e delle associazioni non sia indebitamente limitata”.

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