“Coniugare prudentemente libertà e coraggio, per abbandonare strutture che non ci aiutano, non rispondono o addirittura ci allontanano dal nostro fine, con la forza di conservare come un tesoro ciò che lo facilita”. È l’invito del Papa ai vescovi spagnoli, incontrati presso la Sede della Conferenza episcopale a Madrid. “Che il nostro patrimonio sia sempre uno strumento e un’opportunità di dialogo con coloro che incontriamo sul nostro cammino”, come accade ai pellegrini del Cammino di Santiago, l’esortazione di Leone XIV, che ha ricordato la storia dell’evangelizzazione spagnola. “I linguaggi in questa era digitale sono diversi e le culture che ora compongono il mosaico delle nostre realtà, con migranti da tutte le parti del mondo, sono cambiate, ma lo spirito deve rimanere”, il monito, a partire dalla “capacità di comunicare, di parlare con ogni realtà presente nel nostro territorio, di abbassarsi non solo per capire, ma per condividere”. “Solo sulla base della condivisione di tutto ciò che di buono c’è nel proprio patrimonio, apportando ciascuno il proprio contributo, potremo costruire una realtà nuova in cui la fede possa radicarsi profondamente”, la tesi di Leone XIV: “Per questo bisogna cominciare imparando il linguaggio dell’altro, avviare processi e tessere legami dove poter seminare il seme del Regno” per “affrontare con franchezza le sfide sempre nuove dell’evangelizzazione in ogni circostanza. Le risposte saranno diverse, ma analoghi i processi per arrivarci: ascolto, comprensione, rispetto, generosità e franchezza”.