Le autorità israeliane hanno annunciato oggi la chiusura dei valichi di frontiera verso la Striscia di Gaza, inclusi Kerem Shalom e Rafah, fino a nuovo avviso. “Questa politicizzazione degli aiuti rende nuovamente inaccessibili cibo, acqua potabile e forniture salvavita d’emergenza, tra cui beni medici e materiali per l’alloggio, essenziali per la sopravvivenza di un milione di bambini e delle loro famiglie”, ha commentato Save the children.
“Gli aiuti non sono uno strumento politico e non dovrebbero essere usati come un’arma in questo modo. La sopravvivenza e i bisogni dei bambini a Gaza non dovrebbero essere subordinati agli attacchi aerei che si verificano altrove – ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa Orientale – Per quasi tre anni Gaza è stata colpita così intensamente dai bombardamenti aerei israeliani che nulla può più crescere e la popolazione è stata costretta a fare affidamento sulla già scarsa quantità di aiuti che attraversava il confine, aiuti che non sono mai stati sufficienti e che ora sono completamente irraggiungibili”.
“L’apertura dei valichi è vitale affinché i bambini di Gaza ricevano il cibo, l’acqua potabile, le medicine, il carburante, i materiali necessari per ripararsi e le forniture per mantenere in funzione ospedali, sistemi idrici e altri servizi essenziali. Tutto questo è ora a rischio – ha sottolineato – I bambini di Gaza sono già stati affamati deliberatamente. Ora non dovrebbero essere privati dell’acqua, delle medicine, di un riparo e degli altri beni essenziali per la sopravvivenza. Le autorità israeliane devono riaprire immediatamente questi valichi, revocare l’assedio e facilitare la consegna sicura di aiuti umanitari su larga scala”. “Rivolgiamo un appello alla comunità internazionale affinché eserciti pressione sul governo di Israele. I bambini palestinesi e le loro famiglie a Gaza hanno visto i propri diritti, garantiti dalle norme internazionali, progressivamente erodersi nel tempo. Anche se la comunità internazionale può aver distolto lo sguardo da Gaza, la storia non lo farà”.