La Scuola di Terra Santa di Gerusalemme ha celebrato nel pomeriggio di sabato 6 giugno la consegna dei diplomi del Tawjihi, termine che indica l’esame di maturità in Palestina e in Giordania, e che di fatto, segna la fine dell’anno scolastico che “anche quest’anno, come i precedenti, ha dovuto subire le difficoltà e le chiusure causate dal lungo periodo di conflitto e di tensioni”. A raccontarlo al Sir è il responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas. “I ragazzi e le ragazze che hanno terminato il ciclo di studi superiori – spiega – hanno voluto rappresentare l’orgoglio di appartenere alla storia della Città Santa, la gratitudine per le opportunità ricevute nonostante il periodo terribile che ha attraversato la loro adolescenza, la speranza di una vita migliore per tutti i giovani che vivono le incertezze, le paure, le difficoltà in tempi e in scenari di guerra”. La cerimonia si è svolta in uno dei cortili della scuola, frequentata da bambini e ragazzi della Terra Santa senza nessuna distinzione di fede religiosa, di nazionalità, di appartenenza.
- (Foto Terra Santa school)
- (Foto Terra Santa school)
“Lasciate che i bambini vengano a me!”: davanti al dipinto, sulle storiche mura che abbracciano la scuola dalla Porta Nuova a quella di Damasco, e che rappresenta questa richiesta di Gesù, “abbiamo ricordato – spiega padre Faltas – la sofferenza dei bambini di Gaza, della Cisgiordania, di Gerusalemme, di tutti i bambini che hanno perso il sorriso perché a loro viene negato il diritto ad essere curati, il diritto allo studio, il diritto a giocare sereni, in sicurezza e in compagnia di altri bambini”. Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nel suo discorso tenuto alla presenza di autorità civili, religiose e militari, ha sottolineato “il momento storico vissuto dai ragazzi della Terra Santa e li ha incitati a portare avanti nella società e nel mondo il valore fondamentale della pace attraverso il dialogo e l’accoglienza”. La presenza del Console italiano a Gerusalemme, Domenico Bellato, ha ricordato il legame antico dell’Italia con la Terra Santa, “relazione forte che continua ad essere concreta nel sostegno, nel supporto e nell’aiuto alla missione educativa della Custodia di Terra Santa”. Anche il Consolato francese ha inviato un rappresentante alla cerimonia. I giovani della maturità 2026, ha aggiunto padre Faltas, “hanno eseguito poesie, danze e canti che hanno raffigurato la Resurrezione, l’essenza della Città Santa. La Resurrezione che non è umiliazione ma dignità, non è violenza ma pace, non è schiavitù ma libertà”. “Abbiamo sentito l’amore per la propria terra, l’orgoglio di essere parte di un popolo e della sua storia, la consapevolezza di appartenere alla missione della Custodia di Terra Santa e di diffondere i suoi valori di pace, di verità, di giustizia” ha affermato il responsabile delle scuole della Custodia. “Sono grato al Signore perché quello che vivo e che vedo è un continuo miracolo”. Dopo l’esame di ieri, nel quale, rivela padre Faltas, “i nostri alunni hanno conseguito ottimi voti, gli studenti sono attesi a partire dal 20 giugno dall’esame di Stato”. Lo scorso anno ben tre alunni della Scuola di Terra Santa di Gerusalemme sono risultati tra i migliori dieci di tutti gli studenti delle scuole gerosolimitane.