“Riportare al centro il dono della fede; puntare alla vita comunitaria; dare impulso ad una corresponsabilità differenziata; verificare l’adeguatezza degli strutture”. Sono quattro “linee guida” indicate dal card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, per la Chiesa nei prossimi anni, contenute nella sua relazione introduttiva all’Assemblea generale della Cei, in corso in Vaticano fino a domani, quando è attesa la presenza del Papa. Ad illustrarle ai giornalisti è stato lo stesso Repole, durante la conferenza stampa odierna in Vaticano, spiegando che il punto di partenza della sua relazione è stato il Documento di sintesi del Cammino sinodale della Chiesa italiana, per “offrire qualche linea sintetica su cui convergere come Chiesa italiana e come vescovi nei prossimi anni”. “La Chiesa va sempre rimessa in carreggiata”, ha spiegato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti: “il confronto con il mondo non è mai lineare, è sempre pieno di imprevisti e di domande, per fortuna”. “Rimettere al centro l’annuncio di Gesù Cristo, che è sempre umanizzante, che fa del bene, che ha seminato tanto anche nel popolo italiano”: così il neoeletto vicepresidente per il settore Nord, mons. Gianmarco Brusca, ha illustrato la priorità dell’impegno a cui i suoi confratelli vescovi lo hanno chiamato. Il lavoro di questi giorni, caratterizzato anche da “vivaci discussioni, legate soprattutto al tema della riforma della Cei”, per Zuppi è stato “un bell’esercizio di collegialità e di sinodalità: dobbiamo dimostrare che c’è una conseguenza, nelle indicazioni molto chiare del Documento di Sintesi”. “Il nuovo documento non sostituisce il Documento di sintesi del Cammino sinodale”, ha precisato Repole – ma “a partire da lì offre prospettive di orizzonte per avere macro-linee da attuare poi nei contesti delle Chiese locali”. Tra i temi centrali dei nuovi orientamenti, che verranno pubblicati prossimamente, c’è quello delle nuove ministerialità e del ruolo del laicato nel “costruire comunità, andando oltre le parrocchie”. Quanto al tema del diaconato femminile, “è un problema del Sinodo generale”, ha precisato Zuppi.