“Le famiglie stanno attraversando un frangente storico segnato da forti tensioni sociali ed economiche con forti ripercussioni su stress e salute mentale, e hanno bisogno di essere sostenute e accompagnate con strumenti concreti e continuativi. Per questo la Giornata nazionale di sabato prossimo, 23 maggio, dedicata alla consulenza familiare rappresenta un momento importante per mettere insieme tutte quelle forze positive che credono nella famiglia come soggetto sociale vera chiave di volta delle nostre comunità”. È quanto dichiara Lidia Borzì, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, in prossimità della Giornata nazionale della consulenza familiare promossa dall’Aiccef (Associazione italiana consulenti coniugali e familiari) per promuovere la professione e i servizi di supporto a singoli, coppie e nuclei familiari.
“Nel Lazio – prosegue Borzì – si contano oltre 2 milioni e 600mila famiglie e si registra una trasformazione profonda del tessuto familiare, con nuclei sempre più piccoli: il numero medio dei componenti è infatti sceso a 2,16, al di sotto della media nazionale. Crescono inoltre le famiglie unipersonali, che rappresentano il 41% del totale regionale. È un cambiamento che impone una riflessione seria sul bisogno di accompagnamento e di servizi di prossimità”.
Certamente, evidenzia Borzì, “la consulenza familiare, l’accompagnamento e anche l’esigibilità dei diritti diventano strumenti fondamentali per rimettere in moto il sistema famiglia e prevenire disagi e criticità. Ma è necessario che questi percorsi siano pianificati e accompagnino la famiglia nella quotidianità sempre più problematica: pensiamo al sostegno necessario con figli adolescenti che presentano problematiche psicologiche, alla perdita del lavoro, a una crisi familiare o alla solitudine degli anziani”.
Altro luogo determinante per l’accompagnamento delle famiglie, continua Borzì, “è la scuola, dove come Forum siamo presenti in diversi istituti con sportelli di genitorialità, sportelli psicologici e gruppi di mutuo aiuto. Dobbiamo essere dove c’è il bisogno”.
“Un altro dato significativo – aggiunge Borzì – è che oltre il 50% della popolazione regionale vive nei grandi centri urbani. Questo ci fa comprendere come nelle grandi città i nuclei familiari non sempre riescano ad accedere facilmente a servizi e sostegno e quanto diventi fondamentale un lavoro di base fatto di ascolto, consulenza e accompagnamento. Nei piccoli centri, invece, la famiglia riesce spesso a ‘respirare’ di più grazie a una dimensione sociale e urbana più umana”.
“La giornata di sabato – conclude Borzì – deve far comprendere che sulla famiglia non si può lavorare in emergenza, ma occorre pianificare e progettare. Tutto questo nasce da un percorso virtuoso di ascolto, sostegno e consulenza. ‘Pensiero e azione’ è il binomio giusto, ma occorre fare presto perché senza percorsi fattivi e pianificati sulla famiglia si rischia l’implosione del sistema che tiene in piedi le nostre comunità”.