Ascolto delle nuove povertà, comprensione del dramma silenzioso dei padri separati che, dopo aver pagato il giusto mantenimento alla ex coniuge, non hanno le risorse per vivere con dignità, accoglienza: da queste istanze, radicate nell’amore e nel servizio verso i poveri tipici del carisma vincenziano, è nato il progetto “Abbà Padre”, casa di accoglienza per padri in difficoltà, inaugurata sabato 16 maggio, a Catania, in via Montevergine 3.
La struttura, nata all’interno dell’Agorà della Carità, rappresenta un traguardo per la Locanda del Samaritano nel contrasto alle nuove povertà e nel supporto alla genitorialità fragile. È stata inaugurata dal direttore della Locanda del Samaritano, padre Mario Sirica, alla presenza di mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, e di padre Valerio Di Trapani, visitatore della provincia italiana dei Missionari Vincenziani.
- (Foto Missionari vincenziani)
- (Foto Missionari vincenziani)
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L’arcivescovo mons. Renna, nel ringraziare “chi ha fatto del volontariato non un tempo limitato nella propria vita ma il dono della propria vita”, ha detto che “avere religiosi in diocesi fa la differenza” e, ricordando che i Figli di San Vincenzo e le Figlie della Carità “hanno fatto la storia della carità in questa città” con opere e attività, ha sottolineato: “Oggi noi siamo benedetti da Dio perché abbiamo questa presenza. Grazie perché senza il vostro carisma tutto questo mosaico non ci sarebbe stato e tante cose non sarebbero state avviate”. L’arcivescovo Renna ha evidenziato anche la sensibilità della Chiesa al disagio delle nuove povertà rappresentate dai padri separati, sulla scorta del magistero di Papa Francesco.
Padre Di Trapani ha sottolineato l’importanza di affrontare la povertà invisibile, in particolare quella dei padri separati e delle persone senza dimora, auspicando che la Chiesa e le istituzioni possano sempre più collaborare per ascoltare e sostenere coloro che vivono in difficoltà: “La povertà diventa visibile soltanto quando c’è un cuore capace di ascoltare. Allora lì si incontra la persona e si incontra la povertà. Questo è compito della Chiesa, per l’esperienza del Vangelo, per l’esperienza di fede. Il cuore che ascolta è tale perché è un cuore abituato ad essere ascoltato da Dio, però credo che sia anche un’esperienza che deve contagiare le istituzioni”. Padre Valerio ha indicato nella Locanda del Samaritano un osservatorio che non vuole sostituirsi alle istituzioni, ma piuttosto stimolarle a un cambiamento. La casa per i padri separati rientra nel progetto vincenziano delle 13 case, un’iniziativa volta a restituire dignità alle persone attraverso l’offerta di spazi di accoglienza e socialità.
Padre Sirica ha raccontato come l’idea sia nata dall’ascolto delle esperienze di insegnanti che vivevano il dramma della separazione e ha ricordato: “La casa dei padri in difficoltà si inserisce in una in una struttura molto più ampia: c’è la Locanda, c’è casa Lumière, c’è la casa dei padri separati. Il prossimo progetto sarà quello per i malati oncologici e i loro parenti”.