Salute: Ojetti (Amci), “il diritto al sollievo è un dovere. Urgente sostenere anche i caregiver, troppo spesso lasciati soli”

L’Amci (Associazione medici cattolici italiani) aderisce alla 25ª Giornata nazionale del sollievo che si celebrerà domenica 31 maggio. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione nazionale “Gigi Ghirotti”, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha per titolo “Io mi prendo cura”.
Istituita nel 2001 per promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, la Giornata rappresenta per i medici cattolici un’occasione per ribadire la centralità della persona e il rispetto della dignità umana, specialmente nelle fasi terminali della vita.
La Giornata ha una connotazione propositiva “a favore del sollievo”, dichiara Stefano Ojetti presidente nazionale dell’Amci; il sollievo è sempre possibile infatti, attraverso l’umanizzazione delle cure sostenuta da una medicina che miri a guarire quando possibile, curare costantemente e alleviare la sofferenza sempre.
Ojetti richiama a tale proposito le parole di Leone XIV nel suo messaggio in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato: “Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano”. “Non dobbiamo mai dimenticare infatti – commenta – che il diritto al sollievo è un dovere sancito dalla legge 38/2010, che definisce l’accesso alla terapia del dolore come un diritto inviolabile di ogni cittadino. Rispettare questa legge non è un’opzione, ma un obbligo civile e etico”. Il sollievo del dolore, infatti, è un diritto da ricevere da parte di chi soffre, e un dovere da donare da parte degli operatori sanitari secondo quella che è la loro “mission ippocratica”.
A 16 anni dall’entrata in vigore della legge 38/2010 si sta cercando di valorizzare le cure palliative sul territorio nazionale, ma anche la loro attuazione procede a rilento. La promozione di una solida cultura palliativa è indicata dall’Associazione come la risposta concreta alla tentazione del suicidio assistito, spesso alimentato dalla paura del dolore e della solitudine.
Amci rivolge un pensiero anche a chi resta accanto al malato: i “caregiver”. “Riteniamo obbligatorio e urgente che vengano adeguatamente sostenuti anche coloro che portano, spesso in grande isolamento, pesi gravosi nel prestare assistenza quotidiana ai propri cari”, conclude Ojetti.
L’Amci, in occasione della Giornata del 31 maggio, promuoverà su tutto il territorio nazionale iniziative di informazione e sensibilizzazione volte a umanizzare l’assistenza al malato e formare volontari sempre più consapevoli e vicini alle famiglie colpite dalla malattia.

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