La diocesi di Teggiano-Policastro promuove, martedì 19 maggio, alle ore 17, presso il centro parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”, in occasione della 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali.
L’iniziativa, patrocinata dalla Conferenza episcopale campana, dall’Ordine dei giornalisti della Campania, dall’Ucsi Campania e dall’Associazione giornalisti Vallo di Diano, intende porre al centro il rapporto tra comunicazione, verità e responsabilità, alla luce delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta introducendo nei processi informativi, educativi e relazionali.
L’incontro sarà introdotto e moderato da Massimo La Corte, incaricato regionale per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale campana. Porteranno i saluti Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania; Antonio Pintauro, dell’Ucsi Campania; Rocco Colombo, presidente dell’Associazione giornalisti Vallo di Diano; e don Michele Totaro, dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.
Interverranno Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana, sul tema “Custodire voci e volti umani: per una comunicazione che resti al servizio della persona”, e Raffaele Buscemi, giornalista e professore di comunicazione istituzionale presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, con la relazione “Quello che l’IA non può fare: cercare la notizia, raccontare la verità”. Le conclusioni saranno affidate al vescovo di Teggiano-Policastro, mons. Antonio De Luca.
“L’incontro intende offrire un’occasione di riflessione per abitare con maggiore consapevolezza e responsabilità le trasformazioni che l’intelligenza artificiale introduce nei processi informativi, educativi e relazionali – spiega una nota della diocesi -. Il tema non riguarda soltanto gli addetti ai lavori o gli operatori della comunicazione. Le nuove tecnologie, i linguaggi digitali e le modalità con cui oggi si producono, si diffondono e si ricevono i contenuti chiamano in causa tutti, perché tutti abitiamo l’ambiente digitale e tutti contribuiamo, in forme diverse, alla circolazione di parole, immagini e narrazioni. In modo particolare, interpellano la vita pastorale, la catechesi e l’educazione alla fede”.
L’evento è gratuito e aperto a tutti. Sono invitati in modo particolare giornalisti, operatori della comunicazione, educatori, insegnanti di religione, operatori pastorali e quanti sono impegnati nei processi formativi, informativi e comunicativi.