Papa alla Sapienza: agli studenti, “il futuro è ancoira da scrivere e nessuno ve lo può rubare”

“I viali della città universitaria, che ho percorso per arrivare qui, sono attraversati quotidianamente da tanti giovani, abitati da sentimenti contrastanti”. È l’immagine scelta dal Papa, per descrivere gli studenti che frequentano l’ateneo laico più grande d’Europa. “Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza che, anche in un mondo travagliato e segnato da terribili ingiustizie, vi consente di sentire che il futuro è ancora da scrivere e che nessuno ve lo può rubare”, ha proseguito Leone XIV, nel discorso pronunciato nell’Aula magna dell’Università “Sapienza” di Roma. “Allora, gli studi che fate, le amicizie che sorgono in questi anni e l’incontro con diversi maestri del pensiero sono promessa di ciò che può cambiare in meglio noi stessi, prima ancora che la realtà attorno a noi”, ha affermato il Pontefice: “Quando il desiderio di verità si fa ricerca, la nostra audacia nello studio testimonia la speranza di un mondo nuovo”. “Sapete che sono legato spiritualmente a Sant’Agostino, che fu un giovane inquieto”, l’esempio additato dal Papa: “fece anche gravi errori, ma nulla andò perduto della sua passione per la bellezza e la sapienza”. “Mi ha fatto piacere ricevere da parte vostra un gran numero di domande: centinaia!”, ha rivelato: “Ovviamente non è possibile rispondere a tutte, ma le tengo presenti, augurando a ciascuno di cercare più occasioni per dialogare. Anche per questo esistono nell’università le cappellanie, dove la fede incontra le vostre domande”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi