Fraternità: card. Vesco, “è la frontiera del mondo d’oggi, va attraversata. È il modo in cui in Algeria testimoniamo il Vangelo”

(Foto Calvarese/SIR)

(Torino) “La fraternità è la frontiera del mondo d’oggi e sono sempre più convinto che sia una frontiera da attraversare. Se non dovessimo percorrere questo cammino mi domando se il nostro mondo avrà un futuro”. Lo ha affermato il card. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, intervenendo questo pomeriggio nello stand dei media Cei-Uelci alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino che si è aperta oggi.
In dialogo con Francesco Ognibene di Avvenire, il porporato ha presentato i contenuti del suo ultimo libro “L’audacia della fraternità” (Lev), un volume che raccoglie interviste, omelie, discorsi e interventi che hanno in comune la fraternità. Un tema, ha spiegato, che “mi sta a cuore profondamente perché è il modo con cui in Algeria testimoniamo il Vangelo”. La fraternità – ha aggiunto – “è la porta d’ingresso del Vangelo da 2.000 anni”; “in Algeria – ha raccontato – la viviamo con persone musulmane e siamo chiamati a superare la barriera della differenza religiosa”. E se “le differenze possono essere barriere o spazi in cui riconoscerci”, allora per il card. Vesco “non si può pensare di abitare sulla stessa terra senza rendersi conto che abbiamo molto più in comune di quello che ci differenza”. Reduce da un incontro avuto ieri sera a Brescia, il porporato ha raccontato che “in prima fila c’era il vescovo della città e l’imam, come due fratelli e amici; guardandoli mi sono detto: ‘Ma com’è possibile che nel XXI secolo si possa ancora fare la guerra in nome della religione?”.

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