Papa in Algeria: card. Vesco, “spero che la nostra Chiesa abbia sempre più il profumo del Vangelo”. “Il popolo si è sentito visitato”

(Torino) “Restano indimenticabili le parole di Papa Leoene alla nostra piccola comunità quando ha detto che siamo come l’incenso, che non si vede ma se ne percepisce il profumo. Una bella immagine. Penso e spero che la nostra Chiesa in Algeria abbia sempre più il profumo del Vangelo”. Lo ha affermato il card. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, intervenendo questo pomeriggio nello stand dei media Cei-Uelci alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino che si è aperta oggi.
“Il cristianesimo in Algeria risale a sant’Agostino, ai primi secoli della Chiesa”, ha ricordato il porporato, sottolineando che “la visita del Papa ha permesso al popolo algerino di ripercorre la profondità storica di questa presenza”. “Il viaggio è stato diverso da quello compiuto in altri Paesi: non c’erano grande folle”, ha rilevato Vesco: ma “ogni parola o gesto ha avuto un’importanza particolare”. A colpire maggiormente il cardinale le parole pronunciate da Leone XIV al popolo algerino sull’indipendenza che “sarà pienamente ottenuta quando ci sarà la pace del cuore, che non è possibile – ha continuato l’arcivescovo – fino a quando non ci sarà il perdono”. “In Algeria abbiamo bisogno di queste parole, ma anche di parole di perdono”. Un’altra immagine significativa è quella della visita alla moschea, che non ha voluto essere contraddistinta da “una precisa caratterizzazione interreligiosa”: indimenticabili i “due uomini vestiti di bianco, spalla a spalla, in silenzio che pregano insieme”. “Un’esperienza – ha rivelato il porporato – che so hanno vissuto entrambi in maniera molto forte”.
In occasione della presenza del Papa, “la televisione e tutti i media per due giorni hanno trasmesso i momenti pubblici, così gli algerini hanno potuto viverli insieme al Papa; hanno potuto conoscere un uomo, guardarlo negli occhi, scoprire il suo sorriso. E scoprire anche la piccola Chiesa di Algeria”, ha raccontato Vesco, certo che “questo lascerà tracce nel futuro. Il popolo algerino si è sentito visitato dal Papa, il popolo al quale la nostra chiesa è donata”. “Il viaggio del Papa – ha precisato – sarebbe fallito se gli amici mi avessero chiesto: ‘Sei contento che è venuto a trovarvi?’; invece hanno detto: ‘È venuto a trovarci’. Una donna musulmana mi ha confidato che quando l’aereo del Papa è decollato ‘ho avuto l’impressione che sia partito un amico’. Per questo il viaggio è riuscito”.

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