(Torino) “In una famiglia ci possono essere opinioni differenti, diverse visioni tra generazioni o in campo politico. Ma alla fine l’amore la riunisce. Così la fraternità riunisce la società, oltre tutto quello che può dividerla. Dovremmo riconoscerla come un valore in se stessa”. Lo ha affermato il card. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, intervenendo questo pomeriggio nello stand dei media Cei-Uelci alla XXXVIII edizione del Salone internazionale del Libro di Torino che si è aperta oggi.
Il porporato ha sottolineato l’importanza di “considerare l’altro come tale”; “riconoscere l’altro come fratello o sorella – ha spiegato – significa essere toccati da quello che lui o lei vive”. Vesco ha portato ad esempio “la terribile guerra in Ucraina”, per la quale “oggi possono morire mille persone tra giovani russi e ucraini”. “Il primo mese di guerra siamo rimasti commossi da questo e oggi non ci pensiamo più nonostante continuino ad uccidersi”, ha denunciato il cardinale, rivelando che “se io avessi avuto un fratello di sangue morto in questo modo non avrei pensato ad altro”. Ma “oggi ce ne siamo dimenticati. E se non possiamo farlo per tutto e per tutto il tempo, siamo però fratelli e sorelle di tutti quelli che abitano questo mondo”. “Non si può essere cristiani senza sentire questo dolore”, ha ammonito Vesco: “Ecco perché va accolto l’appello di Papa Leone a cessare ogni guerra”.