“Che mondo stiamo lasciando?”. “Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra”. È la domanda, e la risposta, che il Papa ha chiesto di porsi ai docenti, dopo l’analisi del mondo giovanile tracciata nel suo discorso all’Università “Sapienza” di Roma. “Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale”, il grido d’allarme di Leone XIV, secondo il quale “la semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria”. In particolare, per il Papa, “il dramma del Novecento non va dimenticato”: “Il grido ‘mai più la guerra!’ dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”.