Gioco d’azzardo: Gualzetti (Consulta antiusura), “no alla ‘normalizzazione’. Ci opporremo a qualsiasi tentativo di trasformare l’Italia nel casinò d’Europa”

Luciano Gualzetti (Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Leggiamo con preoccupazione le dichiarazioni dell’onorevole Ettore Rosato in merito alla necessità di ‘normalizzare’ il dibattito politico sul gioco d’azzardo e di accelerare un decreto di riordino che, da quello che è emerso finora, sembra andare in un’unica direzione: quella degli interessi delle concessionarie e del bilancio dello Stato, dimenticando totalmente il bilancio delle famiglie italiane. Come Consulta nazionale antiusura, non possiamo accettare che si parli di ‘normalizzazione’”. Lo dichiara il presidente della stessa Consulta, Luciano Gualzetti, replicando alle dichiarazioni di Rosato. “Non siamo per la chiusura del comparto, ma per una sua seria regolamentazione che metta al primo posto il diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione della salute – chiarisce Gualzetti -. Non c’è nulla di normale in un sistema che estrae miliardi di euro dai portafogli delle fasce più povere della popolazione per alimentare le entrate erariali. L’azzardo non è un comparto industriale come gli altri: è una forma di tassazione sui poveri che genera per molte persone e famiglie sovraindebitamento, disperazione, dipendenza e, inevitabilmente, finisce per gettare le persone nelle braccia degli usurai”.
Il presidente della Consulta nazionale antiusura sottolinea: “L’onorevole Rosato invoca l’accelerazione del decreto di riordino per il gioco fisico. Noi chiediamo che si ascolti chi, come le Fondazioni antiusura, assiste quotidianamente le vittime di questo sistema. Un riordino che limiti il potere dei sindaci di decidere orari e distanze minime dai luoghi sensibili (scuole, centri anziani, parrocchie) non è una riforma, è un atto di resa dello Stato. Difendere i ‘distanziometri’ è profilassi sociale basata sull’evidenza che la prossimità dell’offerta crea dipendenza e da un messaggio educativo chiaro: l’azzardo non è un gioco e insidia la salute e i legami sociali”.
Inoltre, aggiunge, “respingiamo con forza l’argomento secondo cui l’espansione del gioco legale servirebbe a contrastare quello illegale. L’eccessiva offerta legale normalizza il consumo, aumenta la platea dei giocatori e crea un terreno di coltura ideale anche per le infiltrazioni criminali, come dimostrano numerose inchieste della magistratura. La mafia non si combatte moltiplicando le slot machine legali, ma togliendo terreno alla cultura dell’azzardo”.
Gualzetti invita “la politica a non guardare solo ai numeri delle entrate fiscali o ai bilanci delle società di gioco. Guardate ai conti correnti svuotati, alle case pignorate e alle famiglie distrutte. La Consulta nazionale antiusura si opporrà a qualsiasi tentativo di trasformare l’Italia nel casinò d’Europa sotto il falso vessillo della modernizzazione. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato, tutelando la salute e il risparmio dei cittadini, come sancito dalla nostra Costituzione, e non agire come il principale beneficiario e insieme responsabile di una patologia sociale”.

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