Parte a Cosenza la terza edizione del Festival “Frontiere”, promosso dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Cosenza‑Bisignano. Quattro le parole‑guida dell’edizione 2026: “ripopolamento, disarmo, ospitalità, futuro”, attorno alle quali si svilupperà un programma tra piazze, strade, teatri e spazi universitari, con panel, spettacoli, laboratori, installazioni, musica, hip‑hop e momenti di riflessione. In un tempo segnato da guerre e violenze provocate, come ricordato recentemente da Papa Leone XIV, “da una manciata di tiranni”, il festival invita la cittadinanza a “s‑catenare l’arcobaleno della pace e dei diritti umani”, proprio dalla Calabria, una delle principali porte dell’Euromediterraneo. L’apertura è prevista martedì 19 maggio all’Università della Calabria, con la giornata dedicata a “Frontiere & Ripopolamento”. Giovedì 21 maggio, giornata “Frontiere & Disarmo”, alle 18.30 in piazza XI Settembre con il panel “Una pace disarmata e disarmante”. A seguire, dalle 20.30, su corso Mazzini, un flash‑mob “S‑Cateniamo la Pace”. Venerdì 22 maggio, per “Frontiere & Ospitalità”, alle 18.30 in piazza Santa Teresa il panel “Il mare e la foresta che dividono: confini, naufragi, umanità”, seguito dalla Cucina dal Mondo e dal concerto Voce Africa con Badara Seck, Djibril Gningue, Moussa Ndao e i giovani del coro Sogna Ragazzo Sogna. La giornata conclusiva, sabato 23 maggio, sarà dedicata a Frontiere & Futuro: alle 15.30, nel salone della Chiesa di Santa Teresa, il Laboratorio Interculturale con MSNA e tutori; alle 17.00, nella piazza antistante, l’inaugurazione del mosaico‑laboratorio Frammenti. Alle 17.30, in piazza XI Settembre, spazio alla Jam di hip‑hop, rap, writing, breaking e djing. Il festival si chiuderà alle 21.00, nella Chiesa di Santa Teresa, con la Veglia di Pentecoste.