Un’intera giornata, due organizzatori, sei indispensabili compagni di viaggio, oltre cinquanta ragazzi e ragazze protagonisti e (già) oltre centocinquanta iscritti. Sono i primi numeri del Care Leavers Day 2026 che Agevolando Aps e Cismai hanno deciso di immaginare e costruire insieme per riflettere sull’universo del leaving care italiano. Ovvero su quei ragazzi e quelle ragazze in uscita da sistemi di tutela (comunità o affido) che al compimento del 18° anno d’età si ritrovano a dover costruire da sé la propria autonomia. Sono settemila ogni anno i neomaggiorenni che soffiate le candeline sull’età adulta si aggiungono ai circa 42 mila nelle loro stesse condizioni. E con loro, o come loro, i tanti minori stranieri non accompagnati, accomunati ai loro coetanei e alle loro coetanee da un presente incerto un futuro tutto da scrivere. Da soli.
Lunedì 18 maggio, a Torino, Agevolando e Cismai apriranno un dialogo e un confronto più che mai necessario con professionisti del terzo settore e istituzioni per capire, insieme, come generare buone pratiche per cambiare concretamente i servizi e le politiche orientate al leaving care. A guidare pensieri e riflessioni saranno come sempre le voci, la testimonianza e l’esperienza degli oltre cinquanta ragazzi e ragazze del Care Leavers Network di Agevolando in arrivo a Torino da tutta l’Italia. Attori e attrici dei progetti che l’associazione disegna con e per loro, con l’unico obiettivo di diventare protagonisti del proprio futuro, civico e professionale, e del futuro del Paese.
Progetti come Caring is Sharing, un percorso lungo un anno che Agevolando e Cismai hanno costruito e vissuto con Fondazione Unipolis, grazie al supporto avuto dalla Fondazione attraverso l’edizione 2024 del Bando Act nell’area Disuguaglianze, e il cui racconto aprirà proprio la giornata di lavoro al Cap10100 di Corso Moncalieri 18. E poi testimonianze, confronti, workshop, riflessioni e obiettivi chiari, neri su bianco.
Dopo gli anni della sperimentazione del Fondo Care Leavers nazionale, che ha permesso di allungare alcuni percorsi dai 18 ai 21 anni, oggi uno dei temi è e sarà capire come consolidare e rendere strutturali queste opportunità, consapevoli che il modo in cui un Paese accompagna i ragazzi e le ragazze più soli nel passaggio alla vita adulta racconta molto della qualità del suo sistema di protezione sociale e della sua idea di giustizia.
Per i ragazzi e le ragazze del Care Leavers Network quella di lunedì sarà soltanto l’ultima delle tre giornate a Torino che vivranno da sabato mattina insieme ai referenti, allo staff e ai volontari dell’associazione, condividendo esperienze, riflessioni e desideri della propria realtà di care leavers, ma anche la leggerezza e la spensieratezza della loro età. Perché l’autonomia non può essere una prova di sopravvivenza individuale, ma deve diventare una responsabilità collettiva.