Con il voto all’unanimità espresso dal Consiglio Ue, è arrivato il definitivo via libera al prestito comune da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Si sblocca così un’impasse durata mesi: dopo l’accordo raggiunto lo scorso dicembre, il veto di Ungheria e Slovacchia ha tenuto in stallo per mesi i due provvedimenti in risposta al blocco delle forniture energetiche attraverso l’oleodotto Druzhba. Nelle scorse ore la conferma della riapertura delle condotte, arrivata direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha permesso di concludere le trattative con esito positivo. “L’Unione europea mantiene i propri impegni e resta al fianco dell’Ucraina”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue, António Costa. Per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si tratta di “una risposta compatta e credibile all’aggressione russa”. L’Alta rappresentante, Kaja Kallas, sottolinea invece che le misure “rafforzano la pressione su Mosca”, mentre la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola, parla di “un segnale chiaro di unità politica”. “L’erogazione partirà il prima possibile”, ha assicurato il ministro delle Finanze di Cipro, Makis Keravnos, parlando per conto della presidenza di turno del Consiglio dei ministri Ue e ribadendo il carattere urgente del sostegno finanziario all’Ucraina.