Servizio civile: Cnesc, “resti difesa nonviolenta della Patria”

I dati dell’ultimo bando di Servizio civile confermano una partecipazione significativa: 157.998 domande a fronte di 65.964 posti disponibili e ben 52.543 domande per posizioni dei progetti di soci Cnesc, con 6.426 richieste solo per l’estero. Da questo risultato significativo ha preso il via oggi l’Assemblea dei soci Cnesc – Conferenza nazionale enti per il Servizio civile, un momento di confronto focalizzato sull’attualità dell’istituto, sull’analisi del disegno di legge governativo sui giovani in discussione alla Camera e sulla Ccampagna “Un’altra difesa è possibile”.
Il dibattito assembleare ha evidenziato la necessità di tutelare l’identità del Servizio Civile Universale, oggi interessato dal percorso del ddl Giovani e da altre proposte, come il Servizio civile universale obbligatorio e quello per gli anziani, che rischiano di mutare la natura di un istituto nato con finalità specifiche e consolidate, per avvicinarlo maggiormente alle politiche giovanili, occupazionali e sociali.
“La nostra preoccupazione nasce dall’ampiezza della delega che lascia margini significativi alla discrezionalità di riordino del sistema – dichiara la presidente della Cnesc, Laura Milani -. Il Servizio civile rappresenta indubbiamente un’esperienza di partecipazione civica e di protagonismo giovanile, ma l’elemento originale e originario è la sua finalità di difesa non armata e nonviolenta della Patria e di promozione dei valori costituzionali che sarebbe attuata con maggiore efficacia all’interno di uno specifico Dipartimento. Riteniamo significativo che molti dei soggetti intervenuti nelle audizioni sostengano la necessità di mantenere l’identità e i valori, preservando il legame anche normativo con l’obiezione di coscienza al servizio militare e l’attuale modello organizzativo che integra istituzioni, enti e giovani, garantendo il ruolo della Consulta nazionale e l’autonomia del Fondo dedicato”.
Gli enti della Cnesc ritengono inoltre che, per raggiungere una reale universalità e far svolgere il servizio civile a tutti i giovani che lo vogliono, sia necessario superare il vincolo dell’invarianza finanziaria perché solo attraverso investimenti adeguati si potrà garantire lo sviluppo del sistema e valorizzare la disponibilità di partecipazione dei giovani. Vedono inoltre prioritario il principio della sostenibilità nei processi di semplificazione che, per non essere un mero spostamento di oneri dallo Stato agli enti attuatori, devono essere condivisi e concertati con tutti i soggetti coinvolti, così come va preservata l’assenza di scopo di lucro per gli enti di servizio civile, valorizzando il ruolo del Terzo Settore come soggetto responsabile della qualità e del valore sociale dell’esperienza.
La Cnesc rimane a disposizione per un confronto costruttivo nel percorso legislativo, con l’auspicio che vengano accolte le istanze degli enti e degli operatori volontari per preservare la finalità e la qualità dell’Istituto.

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