Striscia di Gaza: Emergency, “crisi umanitaria e sanitaria continua ad aggravarsi. Servono cessate il fuoco permanente ed entrata degli aiuti”

All’interno della Striscia di Gaza la crisi umanitaria e sanitaria continua ad aggravarsi, mentre il cessate il fuoco sancito nell’ottobre 2025 non viene realmente rispettato. È quanto denuncia oggi Emergency, rilevando che dall’inizio della tregua annunciata sono state circa 700 le vittime e più di 2.000 le persone che risultano ferite. Attacchi continui – si legge in un comunicato – che si aggiungono all’entrata discrezionale di aiuti umanitari, tra cui farmaci e dispositivi medici, spesso considerati “dual use” dall’esercito israeliano. Una situazione durissima per gli abitanti della Striscia e le organizzazioni umanitarie che ancora operano al suo interno.
L’Ong è attiva a Gaza con due cliniche di assistenza primaria nell’area di Khan Younis, ad al-Qarara e al-Mawasi, dove registra un aumento significativo della domanda dei servizi di base: nell’ultimo periodo sono state raggiunte le 2.500 consultazioni settimanali; la maggior parte dei pazienti sono donne incinte e bambini. Le patologie più diffuse sono quelle di tipo respiratorio e gastrointestinale, le malattie della pelle, come scabbia e dermatiti; molti i pazienti cronici come gli ipertesi e i diabetici.
“A oggi nelle nostre cliniche mancano analgesici come paracetamolo, ibuprofene, e farmaci per malati cronici, come gli ipertensivi e l’insulina per i diabetici – dichiara Riccardo Sartori, infermiere di Emergency a Gaza –. La persistente carenza di farmaci compromette le terapie destinando, nei casi più gravi, le persone a una ‘condanna a morte’”.
Ad oggi solo 19 su 37 degli ospedali presenti a Gaza sono, parzialmente, funzionanti. “La situazione è ancora più grave per donne e bambini – prosegue Eleonora Bruni, ostetrica che segue l’attività materno-infantile di Emergency nella Striscia –. Effettuiamo quotidianamente visite ginecologiche, controlli prenatali e servizi di pianificazione familiare. Le donne in gravidanza tornano da noi regolarmente per farsi visitare e seguire passo dopo passo. Mamme e bambini presentano malnutrizione moderata o severa, e complicazioni legate alle malattie infettive. Non è poi da trascurare l’aspetto legato alla salute mentale: la maggior parte delle donne che arriva da noi ha perso un figlio o un marito, molto spesso sono traumatizzate e non vedono alcun tipo di prospettiva futura”.
“I palestinesi all’interno della Striscia di Gaza continuano a essere logorati da carenza di acqua, cibo e gas – commenta Jacopo Intini, coordinatore del progetto Emergency a Gaza –. Inoltre, la creazione di una ‘linea arancione’ che di fatto allarga la zona militarizzata, molto pericolosa per la popolazione civile, delimitata dalla ‘linea gialla’ creata a seguito degli accordi per il cessate il fuoco, potrebbe causare nuovi spostamenti forzati di civili, generando ancora più assembramenti e un ulteriore peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie”.
Emergency – conclude il comunicato – continua a chiedere un cessate il fuoco permanente che possa garantire la sicurezza alla popolazione, il rispetto del diritto internazionale e l’entrata degli aiuti umanitari con la riapertura definitiva di tutti i valichi per garantire approvvigionamento a una popolazione ormai ridotta allo stremo, e l’assistenza sanitaria.

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