La Sartoria sociale “RiCuce” della cooperativa sociale di comunità iCare della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti è stata selezionata per partecipare al Tammaro Rural Design Week organizzato dal progetto di sperimentazione culturale per la valorizzazione territoriale del comune di Morcone “Tam – La Cultura è un fiume” e dall’associazione Ru.De.Ri. (Rural Design per la Rigenerazione dei territori), che si terrà a Morcone (Bn) dal 27 aprile al 3 maggio. Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata al Rural Design, quest’anno dedicata al tema del metabolismo rurale, inteso come chiave interpretativa e orientamento progettuale dei processi di rigenerazione degli ecosistemi territoriali che mantengono e sostengono le funzioni vitali delle aree rurali e montane.
E proprio in virtù di quest’iniziativa territoriale, dal respiro cosmopolita e multiculturale, che favorisce uno spazio di confronto e garantisce un’esposizione diffusa (tra workshop, talk, escursioni, proiezioni e performance), nella quale le operatrici di “RiCuce” allestiranno una mostra-laboratorio ad hoc, sono passate a visitare gli ambienti della Sartoria sociale a Cerreto Sannita (Bn) e, più in generale, la sede di iCare, presso Casa Santa Rita, le componenti della giuria della kermesse, le quali hanno apprezzato il progetto di “RiCuce”, che combina cucito creativo e riciclo, moda, sostenibilità e inclusione sociale.
Con il progetto di Sartoria sociale “RiCuce”, iCare intende creare una catena che, partendo dal prodotto finito dei capi di abbigliamento, ne allunghi il tempo di utilizzo con modifiche e aggiusti e, a fine vita, ne recuperi materia prima e seconda per la creazione di nuovi prodotti. Il progetto vuole sperimentare un processo circolare che incomincia nella fase di una raccolta selettiva diffusa di abiti usati, attraverso il coinvolgimento delle comunità. La sperimentazione, dunque, prevede la realizzazione di un processo di raccolta mirata di lavorazione che, attraverso il cucito creativo e il riciclo, possa effettuare anche l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza inserite nella rete antiviolenza locale e del partenariato. Il cambiamento che si intende realizzare impatterà a livello ambientale con la riduzione del rifiuto tessile, a livello sociale promuovendo nuovi modelli di consumo circolare responsabile, a livello economico con l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Questo processo circolare si inserisce nel tessuto socio-culturale locale, andando ad impattare sulle dinamiche relazionali fra cittadini, Caritas e fasce deboli della popolazione nonché sul sistema di raccolta differenziata. Sono, inoltre, stati avviati percorsi di sviluppo delle competenze per donne fragili e percorsi di tirocini lavorativi, in collaborazione con il Cadm “Casa delle Donne” e una continua selezione di abiti e indumenti usati, non ritirati dalle persone bisognose, che vengono rigenerati.