Dopo mesi segnati dalla guerra, dall’incertezza e dalla chiusura forzata delle scuole, la scuola Terra Sancta di Ramla (tra Tel Aviv e Gerusalemme) ha riaperto ufficialmente i battenti. Lo riferisce la Custodia di Terra Santa, sottolineando come il ritorno tra i banchi rappresenti per studenti e insegnanti molto più di una semplice ripresa delle lezioni: è un passo decisivo per recuperare la “vita normale” e una necessaria stabilità psicologica. Secondo fra Abdel Masih Fahim, direttore dell’Istituto, l’interruzione causata dal conflitto ha trasmesso ai giovani un messaggio fondamentale: “l’importanza della pace”. Una pace che, spiega, non coincide solo con l’assenza della paura, ma con “la capacità di vivere insieme agli altri”, a partire da una “pace interiore” che la scuola si impegna ora a coltivare quotidianamente. La riapertura è stata accompagnata da un lavoro capillare di assistenti sociali e consulenti scolastici, con l’obiettivo di colmare le lacune educative ed emotive lasciate dalla guerra e favorire un passaggio graduale ai programmi di studio attuali. Per recuperare il tempo perduto, l’istituto ha inoltre adottato strategie educative innovative, approvate dal Ministero dell’Istruzione, tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale per sviluppare competenze di ricerca e imparare a distinguere i contenuti essenziali da quelli marginali. Grande attenzione è stata riservata anche al supporto a distanza: “anche nei momenti più difficili – riferisce la Custodia – il personale ha mantenuto contatti quotidiani con gli studenti attraverso la didattica online e il sostegno psicologico”. Non sono mancate iniziative sociali per ridurre la tensione, come attività all’aperto che hanno coinvolto i bambini dell’asilo e le loro famiglie. Il ritorno a scuola è stato vissuto dagli studenti con forte partecipazione emotiva. La preside Nisreen Zaarour ha parlato di “entusiasmo visibile”, capace di attenuare i ricordi delle sirene e della paura. “La mia emozione è indescrivibile – racconta Mariana Ghattas, studentessa all’ultimo anno –. Ci mancava la scuola, gli insegnanti, la vita normale. Vogliamo guardarci negli occhi, non più attraverso uno schermo”. In un contesto ancora fragile, conclude la Custodia di Terra Santa, ogni lezione diventa oggi “un’occasione per educare alla fraternità e alla pace”, nella speranza che possano rifiorire non solo nelle aule, ma in tutto il Paese.