“Papa Francesco è stato un fenomeno unico, difficile da ripetere”. A un anno dalla morte del Pontefice, il card. Louis Raphael Sako, patriarca emerito caldeo di Baghdad, affida la sua memoria a un ricordo personale e pastorale, segnato da incontri frequenti e da un cammino condiviso soprattutto nel dialogo con il mondo islamico e nella visita storica in Iraq del marzo 2021. Il Papa, ricorda il card. Sako, “parlava spontaneamente con il cuore, con uno sguardo aperto al mondo e ai segni dei tempi”, cercando di rinnovare la Chiesa non solo nelle strutture, ma anche nel pensiero. Centrale per il cardinale rimane il suo stile di dialogo: “È riuscito a parlare ai musulmani con sincerità e amicizia”, come dimostrano i viaggi in Medio Oriente e l’incontro con leader religiosi e civili. Durante la visita a Ur dei Caldei (6 marzo 2021), uno sceicco locale osservò: “Il Papa è venuto in Iraq anche se riusciva a malapena a camminare. Ha inviato un messaggio al mondo intero: l’Islam e le altre religioni possono vivere insieme pacificamente”. Un messaggio che, per il card. Sako, resta una delle eredità più forti del pontificato. Il cardinale ricorda anche la dimensione umana del Papa, segnata da semplicità e umorismo: “Aveva un senso dell’umorismo capace di sciogliere le tensioni”, racconta, rievocando un episodio durante il Sinodo dei vescovi. Ma soprattutto emerge la concretezza della carità: “In silenzio ha donato 300mila dollari per i poveri, poi altri fondi per costruire case per famiglie bisognose”. Opere realizzate “in nome di Papa Francesco” a favore di cristiani e musulmani. “Dopo la visita porto l’Iraq nel mio cuore”, disse il Papa al termine del viaggio. “Queste parole – conclude il porporato – spiegano chi è stato Francesco: un padre, un pastore dei poveri, un uomo di misericordia e coraggio. Possa la sua anima riposare in pace e le nostre preghiere essere accolte”.