In un quadro internazionale che vedrà crescere i costi per molti beni e per l’energia, cosa accadrà sulle famiglie a medio e basso reddito? E in un quadro nazionale in cui le politiche per la casa sono da anni limitate o assenti, quanto impatta il costo degli affitti sul reddito delle persone? Sono alcune delle domande che faranno da sfondo alla nuova ricerca realizzata da Acli Iref, dedicata all’analisi dei redditi e delle condizioni economiche dei contribuenti negli ultimi sei anni fiscali. Sarà presentata martedì 28 aprile, alle 15, presso la sede nazionale delle Acli, in via Marcora 18, a Roma. Lo studio, che si basa su un campione di circa 4 milioni di 730, per la prima volta prende in esame sei anni fiscali, dal pre Covid, nel 2020, al 2025, un periodo cruciale offre una lettura approfondita, capace di evidenziare continuità e discontinuità nelle traiettorie economiche di famiglie e individui in un contesto segnato da instabilità economica e conflitti internazionali.
Un focus specifico è dedicato al rapporto tra redditi e quantità e qualità dei lavori, per comprendere chi sono oggi i lavoratori più esposti all’incertezza e quali tutele caratterizzano le loro condizioni. L’analisi si estende inoltre al nucleo familiare, con particolare attenzione alle spese per i figli, per l’educazione e per lo sport, e al loro impatto sulle opportunità delle nuove generazioni, in un Paese in cui la povertà minorile e il disagio giovanile rappresentano criticità sempre più rilevanti. Un ulteriore approfondimento riguarda il tema dell’abitare: mutui, affitti e incidenza dei costi della casa sui redditi, elemento centrale per comprendere le dinamiche delle disuguaglianze e i meccanismi di trasmissione intergenerazionale della povertà. Interverranno: Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli, Raffaella Dispenza, vicepresidente vicaria delle Acli, Gianfranco Zucca, direttore Iref, Enrico Giovannini, direttore scientifico e co-fondatore Asvis, e Natale Forlani, presidente Inapp.