Per due giorni l’Università Cattolica del Sacro Cuore si è trasformata in un crocevia di lingue, storie e letterature, ospitando la IX edizione del Festival Internazionale della Lingua e cultura araba, conclusasi il 17 e 18 aprile. Lo riferisce l’Arabic Cultural Institute (Aci) dell’ateneo, promotore dell’iniziativa, nata per favorire il dialogo culturale tra Europa e mondo arabo in un contesto accademico e internazionale. La cerimonia inaugurale, si legge in una nota dell’ateneo, ha evidenziato fin da subito il profilo istituzionale dell’evento, con i saluti di Ahmed Al Ameri, direttore della Sharjah Book Authority, di M’hamed Safi Mostaghanmi, segretario generale dell’Accademia della Lingua Araba di Sharjah, di Walid Othman, console generale della Repubblica Araba d’Egitto, e di Wael Farouq, direttore dell’Aci. Nel suo intervento, Farouq ha invitato a riconoscere “la ricchezza nella differenza” e a leggere il rapporto tra cultura araba ed europea non come un confine, ma come una trama condivisa che attraversa le identità del continente. Il valore dell’incontro è stato anche espresso simbolicamente dal concerto del coro degli studenti di lingua araba dell’università, diretto da Hani Gergi. La giornata di sabato è stata dedicata al convegno scientifico, aperto dall’intervento di Omar Adel Sherif, primo vicepresidente della Corte Costituzionale egiziana, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra diritto, cultura e narrazione nelle tradizioni arabe ed europee. I contributi successivi hanno attraversato ambiti diversi, dalla diffusione della lingua araba nei Balcani all’Europa settentrionale, fino a inattesi intrecci storici e culturali. Ampio spazio è stato riservato alla letteratura, con “Le mille e una notte” come filo conduttore nel dialogo tra tradizione araba e letterature europee. La chiusura del Festival ha assunto una dimensione artistica con la sezione dedicata alla poesia e alla performance, culminata nella “PoesiaConcerto” Vox Dei Sud Terrae Lux, che ha riunito parola, musica e gesto scenico. Un’esperienza, sottolinea l’Aci, in cui la ricerca accademica e la creazione artistica hanno trovato un terreno comune di incontro.