Vescovi Ue: mons. Crociata (Comece), “assenza e esclusione Ue dai tavoli di negoziato è segno di debolezza istituzionale gravissima”

L’Unione Europea è “entrata in maniera drammatica nel vortice del disordine globale che si sta alimentando”. Ma “la sua assenza, o meglio la sua esclusione, dai tavoli formali nei quali vengono discusse le drammatiche vicende in corso, ha messo ormai da tempo in evidenza una debolezza istituzionale gravissima per la sua identità e la sua dignità di entità sovranazionale”. E’ quanto ha affermato mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece), in apertura questa mattina a Cipro dell’Assemblea plenaria dei vescovi Ue. “Eppure la sua consistenza economica è ancora forte, nonostante tutto”, ha proseguito il vescovo, “e la correzione di rotta segnalata dalla recente vicenda elettorale ungherese, che farebbe sperare in un ridimensionamento delle mire di nazionalisti e populisti, sembra ulteriormente incoraggiare a intraprendere qualche passo necessario verso una maggiore unità”. Nella sua relazione mons. Crociata ha parlato del ruolo delle Chiese in Europa in questo momento. “L’Europa ci appartiene”, ha detto, “il suo destino ci interpella e ci vede in gioco”. “Non ci sentiamo responsabili di una Unione qualsiasi, non importa quale linea adotti”,. “Sentiamo il dovere di dare il nostro contributo alla sua forma complessiva, nella consapevolezza che i nostri popoli hanno bisogno di Europa, perché nessuno di essi sopravviverebbe da solo in un mondo di predatori”. “Sentiamo come Chiesa che la nostra missione non sarebbe più la stessa in una Europa divisa e lacerata, o peggio ridotta a terreno di divisioni e di conflitti, come purtroppo è già stato amaramente e ripetutamente sperimentato”. Crociata chiede più protagonismo all’Unione Europea: “I tentativi in corso di chiudere i conflitti attraverso il dialogo e la diplomazia potrebbero trovare solo vantaggio ed efficacia maggiore se l’Unione Europea fosse tra gli attori riconosciuti e legittimati a interagire e a intervenire”.

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