Gmg Lisbona: mons. Turazzi (San Marino-Montefeltro), “portiamo la nostra testimonianza, la ricchezza di questa esperienza internazionale e un incontro speciale con Gesù”

“Brillare, ascoltare, non avere paura: è con queste parole che ripartiamo dal parco Tejo e ci organizziamo per il rientro. Sono trascorsi due giorni, ma è come un giorno solo. Ancora non sappiamo i commenti della stampa nazionale e internazionale su questo evento. Non abbiamo visto servizi televisivi e radiofonici, ma portiamo la nostra personale testimonianza, la ricchezza di questa esperienza internazionale e un incontro speciale con Gesù, come accaduto ai discepoli di Emmaus. Non importa la stanchezza”. Si conclude con queste parole il nuovo racconto dell’esperienza alla Gmg di Lisbona redatto dal vescovo di San Marino-Montefeltro, mons. Andrea Turazzi. Nel suo reportage, il presule condivide quanto vissuto sabato a “Casa Italia”, il quartier generale della spedizione azzurra in terra portoghese, l’incontro con suor Armanda, responsabile del coordinamento dei vescovi italiani partecipanti, oltre un centinaio. E poi il cammino per raggiungere parco Tejo: “Non è stato semplice per i nostri ragazzi – sottolinea il vescovo – raggiungere il parco; già dalla tarda mattinata si sono messi in strada per sistemarsi poi con stuoini, sacchi a pelo, teli e coperte termiche: 8/10 km a piedi con una temperatura in aumento tra una fiumana di gente”. “Immagini da esodo”, l’“attesa di sei-sette ore intercalata da musica e canti, incontri con altri giovani, scambi di gadget”. Eppure, rileva mons. Turazzi, “è sorprendente come anche in queste situazioni i ragazzi sappiano prendere le cose sportivamente. Dopo lo smarrimento del primo momento, tanta solidarietà, amicizia, allegria…”. E ancora la veglia, la notte all’aperto, il risveglio e la nuova attesa del Papa: “ha 86 anni compiuti, poco più di un mese fa ha subito un importante intervento chirurgico, soffre anche fisicamente per l’impotenza contro la guerra… Eppure – osserva il vescovo –, si conferma in gran forma. In questi giorni ha tenuto una decina di interventi e discorsi, quasi un’enciclica portoghese”. Mons. Turazzi, domenica mattina, grazie ad una volontaria è riuscito a raggiungere il settore C04 per “abbracciare” i “suoi” giovani: “Emozionante per me rivedere i nostri ragazzi e gustare le loro premure e cortesie”. Poi “incomincia la messa, introdotta dal coro che ci sta accompagnando in tutti i momenti di preghiera. Siamo in attesa dell’omelia del Papa nella Festa della Trasfigurazione”.

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