Ambiente: Roma, presentato un dossier su “l’acqua in Italia”, con dieci proposte e linee di azione per affrontare la crisi climatica

È stato presentato oggi a Roma, nel corso della 4ª Conferenza nazionale sul clima promossa da Italy For Climate con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e di Rai per la Sostenibilità, il dossier “Troppa o troppo poca? L’acqua in Italia, in un clima che cambia”. Il report raccoglie anche dieci proposte e linee di azione per affrontare questa crisi. Innanzitutto, “aggiornare e rendere più incisive le misure di mitigazione e di adattamento” e “aumentare l’impegno climatico: tagliare le emissioni nette del 58% al 2030 (rispetto al 1990) e raggiungere la neutralità climatica al 2045. Per far questo, tra le altre cose, si deve spingere sulle rinnovabili e, tra queste, sfruttare a pieno il potenziale dell’idroelettrico”. Occorre “adottare una legge per il clima”; “migliorare il livello di conoscenza delle risorse idriche in Italia, con un quadro aggiornato di tutti i settori”; “rinnovare le infrastrutture e tagliare le perdite di rete, oggi pari al 42% del prelievo per uso civile”; “promuovere un uso più efficiente e circolare dell’acqua in agricoltura” e “nelle industrie, agevolando gli investimenti”. Ancora, bisogna “verificare gli aggiornamenti dei Piani di gestione del rischio alluvioni” e “valorizzare soluzioni basate sulla natura: è necessario che vi siano aree o casse di espansione controllata delle piene e che i fiumi possano espandersi maggiormente nei loro corsi naturali”. Infine, la proposta di “valorizzare il ruolo delle città: possono contrastare le ondate e le isole di calore aumentando le infrastrutture verdi; possono contribuire a ridurre i rischi di alluvione, riducendo le impermeabilizzazioni di aree urbane e di parcheggi”.
“Per ridurre l’impatto di alluvioni e siccità è necessario contribuire a rallentare il riscaldamento globale che le alimenta, tagliando le emissioni di gas serra, e aggiornare e rendere operative misure di adattamento – ha spiegato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile -. Con Italy for Climate abbiamo proposto una specifica roadmap per l’Italia, con obiettivi e target sfidanti al 2030 e al 2045 e specifiche strategie settoriali. Qualche giorno fa il Governo ha trasmesso a Bruxelles una prima sintesi dell’aggiornamento del Piano nazione integrato energia e clima (Pniec): per l’Italia, Paese vulnerabile per i cambiamenti climatici, è più conveniente accelerare l’impegno e puntare su obiettivi avanzati di decarbonizzazione, per cogliere anche i vantaggi tecnologici, economici e occupazionali, piuttosto che rinviare le misure, concentrandole in pochi anni futuri anche con maggiori costi”.

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