Premio Ratzinger: card. Parolin, “rinuncia di Benedetto XVI segna, anche per il futuro, la storia della Chiesa”

Benedetto XVI “è stato e continua ad essere un maestro e un modello del dialogo sempre necessario tra fede e ragione nel mondo di oggi, in tutte le questioni globali che ci pone ogni giorno”. Lo ha detto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, nel suo discorso per il conferimento dei Premi Ratzinger 2023, nella Sala Regia del Palazzo apostolico vaticano.  “Ultimo papa a vivere personalmente l’esperienza del Vaticano II”,  ha proseguito il cardinale, Joseph Ratzinger “non solo ha dato un contributo importantissimo al suo svolgimento, ma anche alla sua attuazione, aiutando a vedere gli obiettivi di lungo periodo di una Chiesa moderna in rapporto con la società”. “Non sono mancate le difficoltà”, ha fatto notare Parolin citando “il  manifestarsi drammatico della crisi degli abusi commessi da parte del clero, di cui aveva già visto la gravità come cardinale Prefetto e con cui ha dovuto confrontarsi lungo tutto il pontificato”. Una piaga, quella degli abusi, vissuta da Joseph Ratzinger “con intima sofferenza e nel rispetto delle vittime e della verità, orientando la Chiesa sulla via della conversione” per porre fine a tali “mali terribili”. “Pastore e maestro della fede”, Benedetto XVI per Parolin ha saputo “alimentare la speranza, di fronte alla tentazione della sfiducia e della disperazione generata dai conflitti omicidi che sono continuamente sotto gli occhi in questa terza guerra mondiale a pezzi”, dove “dai conflitti irrisolti ne nascono di nuovi”.  Nella Spe salvi, in particolare, Joseph Ratzinger ha indicato “una prospettiva di salvezza e di giustizia finale anche per tutte le vittime dimenticate dei conflitti del mondo”: “Il tema del destino finale e della speranza dell’uomo e dell’umanità – ha concluso il cardinale – è un importante elemento della sua eredità, in tempo che rende difficile conservare la parola del passato e del futuro. Già l’atto stesso della rinuncia al pontificato è una sintesi mirabile di una visione lucida e ragionevole della situazione, della responsabilità esercitata nel governo della Chiesa e dell’umiltà davanti a Dio e agli uomini che segna, anche per il futuro, la storia della Chiesa del nostro tempo”.

 

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