Diplomazia: card. Parolin, “incontro e dialogo” antidoto a “crisi del multilateralismo”

“Il male che mina alla radice il nostro vivere, nei rapporti tra persone, tra gruppi, tra nazioni, è, a mio parere, la mancanza di fiducia”. Ne è convinto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervistato da “Tracce”, la rivista internazionale di Comunione e Liberazione. “Non ci fidiamo più gli uni degli altri, per cui erigiamo barriere per difenderci, per garantirci, per proteggerci”, l’analisi del cardinale, nelle anticipazioni dell’intervista esclusiva diffuse oggi: “Non riconosciamo più negli altri la buona fede e la retta intenzione. Tutto ciò si è tradotto e si traduce, a livello internazionale, nella crisi del multilateralismo”. “Il Papa ci direbbe che l’antidoto contro questa situazione, che oserei definire tragica perché genera e alimenta i conflitti, è l’incontro e il dialogo”, sottolinea il porporato: “Evitare di semplificare, di cadere nel manicheismo, nella propaganda unilaterale, nell’isteria bellicosa, nella menzogna! Praticare l’apertura nei confronti dell’altro, visto come fratello (è il tema della Fratelli tutti!) e non come avversario da schiacciare o su cui prevalere a ogni costo. Aprirsi alle ragioni dell’altro, cercare di capirle. Assumere il dolore dell’altro e degli altri”. Parolin conclude ricordando “l’efficacia della preghiera e, quindi, la sua necessità: perché, come ricorda il Concilio Vaticano II, tutte le tensioni e i conflitti nel mondo nascono da quello squilibrio profondo che c’è nel cuore dell’uomo. Uno squilibrio che è legato al primo peccato, la disobbedienza a Dio, e viene approfondito dai nostri peccati personali. E chi può intervenire a sanare il cuore dell’uomo, a guarirlo, a pacificarlo se non Dio stesso?”.

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